Giustizia, in cella 1 americano su 200 processati

«I militari americani accusati di atti criminali in Italia spesso evitano la condanna». A rivelarlo, a sorpresa, l’americana Nancy Montgomery in un articolo uscito su Stars and Stripes. «Negli ultimi cinque anni – si legge – in Italia ci sono stati 200 processi contro militari Usa compresi aggressione, aggressione sessuale e omicidio colposo. Ma ad oggi solo un soldato è in carcere in Italia». L’articolo cita il caso del soldato Darius McCullough e del sergente James Michael Brown, entrambi condannati a sei anni di carcere per stupro dal tribunale di Vicenza. Tra qualche giorno è prevista la partenza di McCullough per un altro Paese e quindi potrebbe non vedere mai una cella. Brown qualche mese dopo la sentenza del 2005, se n’era tornato negli Usa e non è mai più tornato. Da decenni ormai, molti militari Usa dopo essere stati processati e condannati in Italia, scrive la Montgomery, se ne sono tornati in America dove «vivono tranquillamente».

Gli Stati Uniti «non hanno l’autorità per impedire a un soldato, se ha finito i 2-3 anni del servizio di leva, di andarsene. A meno che non sia già in galera», spiega al Giornale di Vicenza uno dei responsabili dell’ufficio legale dell’esercito Usa in Italia, il comandante David Lee. «I magistrati italiani non ci chiedono se un soldato sta per andarsene o meno. E anche nei reati più gravi, una volta informati che l´imputato potrebbe lasciare il Paese, spesso ci rispondono “Va bene”», continua Lee.

«Gli imputati se ne vanno – dicono – perché gli Stati Uniti si sentono forti e fanno quello che gli pare», controbatte Paolo Mele, avvocato di Vicenza che ha difeso e difende molti militari americani. «In 23 anni di lavoro come legale di soldati Usa non ho mai sentito un pubblico ministero dire “va bene” se un imputato lascia l’Italia -continua Mele – se avessero rispetto per la giustizia italiana gli Stati Uniti dovrebbero tenere in caserma i soldati sotto accusa fino alla fine del processo, anche se hanno finito il loro servizio militare».  L’unico soldato americano ora detenuto in un carcere italiano è Jerelle Gray, accusato con McCullough dello stupro di una 17enne nel 2013. Fuggito dagli arresti domiciliari alla caserma Dal Din di Vicenza, dopo essersi ubriacato aveva aggredito due prostitute.