Tav Vr-Pd, la Leder: «Grande strumentalizzazione»

L’esponente del movimento critico dell’alta velocità vicentina mette in guardia dai giochetti elettoralistici di Variati

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Francesca Leder, docente di urbanistica all’Università Ferrara , sulla situazione del progetto Tav/Tac Verona-Padova.

Il 15 maggio, stando alle parole del nostro Sindaco, sarebbero dovuti scadere i termini per la redazione del progetto definitivo del nuovo tracciato ferroviario AV/AC Verona-Padova. Parole espresse da un Sindaco che, incurante del periodo natalizio, ha tenuto inchiodata la sua città, logorandola e dividendola, portando come giustificazione di tanto accanirsi i tempi improrogabili delle decisioni da prendere. Decisioni non differibili, ci è stato detto. Talmente indifferibili che a meno di cinque mesi dalla loro assunzione sono sparite come neve al sole, rimandando le nostre incertezze e le nostre preoccupazioni al prossimo colpo gobbo autunnale.
Chi ha un po’ di conoscenza del cinico e astuto – ma non troppo – modo di pensare, e soprattutto di agire di certi politici di professione, ha sempre dubitato di tale scadenza, non fosse altro perché mai e poi mai un politico sufficientemente scaltro, come dev’esserlo quello di professione, avrebbe aperto la discussione pubblica su una questione tanto rovente a soli quindici giorni dalle elezioni amministrative. E così infatti è stato.
 
In un simile contesto, non posso non riconoscermi nell’espressione di Gustavo Zagrebelsky il quale definisce questo stato delle cose dittatura del presente, invitandoci a combatterla per non perdere di vista il senso vero del nostro agire, il fine profondamente etico che ci deve guidare nella nostra vita pubblica, anche di semplici cittadini. Proprio con questo spirito molti di noi, in questi mesi, hanno continuato a lavorare approfondendo gli aspetti tecnici che riguardano questo imbarazzante capitolo di storia amministrativa, mettendoli in relazione tra loro per cercare di ottenere quale esito della profonda critica che è stata mossa da tanti cittadini e associazioni ambientaliste il contenimento degli effetti devastanti di quelle che chiamiamo bulimia da grandi opere, cercando di non essere superficiali né avventanti nei giudizi. E non avremmo potuto fare diversamente proprio perché pienamente responsabili e consapevoli della gravità della posta in gioco.
Ci siamo impegnati e continueremo a farlo senza cadere nella trappola delle scadenze poste dall’alto (alla quale invece si è immolata l’opaca e servile maggioranza dei consiglieri comunali) per forzare le decisioni e per anestetizzare la democrazia fino a farla tacere, disprezzandone le sue molte espressioni a dimostrare una sorprendente pochezza umana e una scarsa lungimiranza politica. Scadenze che, come si è visto, hanno perso totalmente di significato contando anche sulla nostra memoria corta e troppo spesso distratta. Dittatura del presente, dicevamo. Sono convinta che per esercitare a pieno il nostro diritto di essere cittadini liberi e pensanti non dobbiamo limitarci a registrare la mediocrità di questo sistema ma essere a nostro modo propositivi: insistere perché la politica torni ad a farsi carico degli interessi collettivi avendo prima di tutto l’umiltà dell’ascolto.
La questione TAV/TAC può essere, in questo senso, un ottimo banco di prova per testare la qualità e la serietà, non di circostanza, di chi si dice in grado di governare il bene collettivo e per noi cittadini di scelta elettorale ben ponderata così da non cadere nei pericoli del qualunquismo.

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  • zenocarino

    GIUSTISSIMO. Chi NON va a votare automaticamente sostiene la democratica politica delle sinistra. A Vicenza per 5 anni con Variati sindaco, abbiamo conosciuto la signora Moretti, allora vice-sindaco, ora candidata del PD e della grande sinistra alla poltrona di Presidente della Regione Veneto.