Sanità veneta, De Filippo: «autonomia dannosa»

Quello della sanità resta il grande tema di discussione delle elezioni Regionali, lo dimostrano anche i recenti attacchi sul tema da parte dell’ex assessore alla Sanità Flavio Tosi a Luca Zaia. Sul tema della sanità veneta è intervenuto ieri anche il sottosegretario, ora “ministro supplente” vista la gravidanza di Beatrice Lorenzin, Vito De Filippo ospite di una serata organizzata dal Pd di Verona su questo tema.

A proposito dei tagli del governo alla Sanità denunciati da Zaia nell’ordine del 6,6% sul Pil, e le dichiarazioni di allarme rosso per il servizio sanitario, De Filippo non ci sta. «È comprensibile – riportale sue parole il Corriere del Veneto  – che nelle ultime settimane, con le elezioni alle porte, si parli principalmente di tagli. In realtà – prosegue – si tratta di lavorare sull’appropriatezza delle risposte cliniche, dai ricoveri all’accoglienza in strutture sanitarie assistite, che è la vera criticità di questi anni. E questo Zaia lo sa benissimo. L’appropriatezza dei costi è l’unica strada: e va perseguita anche a costo di rivedere le competenze regionali».

Addio federalismo e autonomie regionali dunque, lo incalzano dalla platea. «C’è stata un’esaltazione dell’autonomia territoriale – spiega De Filippo – che ha prodotto in molte regioni risultati negativi. Occorre un coordinamento più penetrante del livello centrale. C’è un’esigenza di rendere i livelli essenziali di assistenza uniformi, evitando i fallimenti che abbiamo visto di recente». Sul giudizio alla Sanità veneta il sottosegretario sottolinea i buoni risultati ottenuti dal Veneto sotto l’aspetto dei bilanci ma, attacca, «le verifiche fatte da enti terzi, come quelle del Piano nazionale degli Esiti, rivelano, accanto ad alcune eccellenze, anche criticità: aree di intervento dove il Veneto è sotto media. Insomma, avere un bilancio sano è un merito, ma non bisogna adagiarsi su questo risultato».