Treviso, boom imprese cinesi

Arrivano dalla Repubblica Popolare e rimpiazzano sistematicamente le aziende fallite a causa della crisi. È boom di imprese cinesi nella Marca trevigiana. Nel settore manifatturiero come in quello dei servizi, della ristorazione e del commercio l’imprenditoria cinese si sta pian piano facendo largo occupando spazi lasciati liberi gestendo direttamente oppure solo comprando attività di vario tipo. Particolarmente forte è la loro presenza nel campo delle manutenzioni e riparazioni di smartphone e tablet con prezzi iper competitivi rispetto ai concorrenti italiani. Ma non solo. I capitali cinesi vengono investiti anche in piccoli empori, centri estetici, bar, pizzerie e sale scommesse.

Secondo gli ultimi dati di Infocamere a Treviso le imprese manifatturiere cinesi sono 482 ed hanno 2.403 addetti dichiarati, ovvero 5 lavoratori per ditta, il doppio rispetto alle imprese individuali non cinesi. Nei servizi operano invece 185 imprese per 503 addetti mentre nel commercio 188 per 310. In totale le imprese cinesi sono il 2% di quelle attive in provincia. «Tutti sono liberi di coprire gli spazi liberi aprendo delle attività – spiega il direttore di Confartigianato Marca Trevigiana Francesco Giacomin, al Corriere del Veneto – ma è fondamentale che siano rispettate le regole». Secondo Giacomin «ci sono delle zone d’ombra, delle opacità, che è bene emergano e vengano chiarite. Mi riferisco ai continui cambi di società che spesso riscontriamo, all’uso di presta nome e a fatturati talvolta inconciliabili con la forza lavoro utilizzata dalle imprese».

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