«Forza Iorio, apri i cassetti in BpVi. Tutti»

Via Sorato, via Miranda, in forse due vice dg: come si fa a non essere preoccupati?

Continuano le peripezie di Bepi Berton, il nostro azionista della Banca Popolare di Vicenza, alle prese con notizie sempre più preoccupanti per il suo gruzzolo.

Quando, sabato l’altro, la Teresa mi arrivò in salotto sbandierando il giornale, capii subito: finita la pace, cominciano i guai.
Perché non hai detto niente?
Di cosa?
Ma come di cosa? Non hai visto che Sorato si dimette!
Non ci ho fatto caso.
Ma come non ci hai fatto caso! Ma se è in prima pagina...
Ecco, pensai, proprio in prima pagina dovevano metterlo quei disgraziati. Fosse stato in una pagina interna, l’avrei strappata e buttata via. Tanto, lei legge il giornale a partire dai morti e poi va indietro. Non si sarebbe accorta di nulla e io avrei avuto qualche giorno di pace in più. Sono dieci giorni e passa che mi tormenta con le sue domande, e si arrabbia quando non le rispondo come vuole lei. E, per la verità, fa dei ragionamenti che hanno anche una loro logica.

Questo Sorato è stato lì anni a lavorare con Zonin, sempre d’amore e d’accordo. Sempre a raccontare le stesse cose, che tutto andava a gonfie vele. Finalmente lo passano di grado e dopo neanche tre mesi si mette a baruffare con Zonin. Cosa può essere successo? Lo sai tu?
Coma faccio a saperlo…
Ma avrai almeno qualche idea…
Dicono che sia tutta colpa della Bce.
Sì, vabé. La Banca Centrale Europea fa mandar via Sorato e lascia lì Zonin… Ma fammi il piacere. Chi è che ha comandato in tutti questi anni, Zonin o Sorato?
Zonin, lo sanno tutti.
Ecco. Allora è Zonin che dovevano mandar via, non Sorato.
Il ragionamento non fa una piega, penso io, ma lascio perdere e cambio discorso.

Chi è questo Miranda?, mi fa qualche giorno dopo.
Un ex presidente degli artigiani vicentini.
È da tanto che è lì, o da poco?
Da tanto, credo.
E ti pare un bel segno che uno così si dimetta?
No che non è un bel segno, e allora?
Allora? Allora le tue stamaledette azioni finiscono su per il camino.
Ma no, hanno detto che hanno bisogno del posto per nominare un nuovo consigliere delegato.
Ma come, non hanno già il posto di Sorato?
Va ben, va ben, staremo a vedere.
Questi qua, penso io, con tutte queste giravolte, mi rovinano la vita. E, per quieto vivere famigliare, mi tocca anche difenderli. Ma faccio sempre più fatica, perché la Teresa, ormai, non riesco più a dargliela da intendere. Come quando, dopo qualche giorno, mi prende a bruciapelo e mi fa, riferendosi a Gronchi: ma ti pare possibile mettere nome a uno “Divo”?
Prenditela con i suoi genitori, non con lui, poveretto.
Poveretti saremo noi. Lui è lì che è una vita che salta da una banca all’altra. Ma è vero che è più vecchio di Zonin?
Suppergiù sono lì.
Ma come, mandano via uno giovane e riprendono ‘sto Divo per la terza volta?
È un usato sicuro.
Sicuro per Zonin, questo sì che è sicuro.

Il giorno dopo arriva tutta contenta.
Lo sai che quella Bce lì comincia a diventarmi simpatica…
Addirittura?
Sì, ciò. A Zonin ha detto: coi tuoi coetanei vai a giocare a scopa. Qua occorre uno giovane e senza riguardi, che apra tutti i cassetti.
E se poi apre quello sbagliato e salta per aria tutto?
Non mi ha neanche riposto e se ne è andata.

Questa mattina mi fa: hai visto cosa ha scritto quel giornale dove tu pubblichi, ché mi metti sempre in cattiva luce?
E tu come hai fatto a leggere Vvox, che è on line?
Mi ha telefonato Giorgio. Gli ho detto io: tienimi informata, gli ho detto. E lui mi ha detto di leggere il giornale on line. Ma scusa, va via Sorato, va via Miranda, adesso vanno via due vice direttori. Ma quando è che aspettano ad andar via tutti, con in testa Zonin?
Ho idea che manchi poco. Pare che vogliano far venire uno di Ubi Banca. Quello sì cha aprirà tutti i cassetti, vedrai!
Bene. Almeno sapremo di che morte dobbiamo morire.