Veneto, capannoni dismessi per un miliardo

Il Veneto è disseminato di capannoni dismessi, ma a quanto potrebbe ammontare il valore complessivo dei fabbricati? Secondo una ricerca svolta dalle Università di Verona, di Padova e da Iuav di Venezia e in collaborazione con il Centro Produttività Veneto il valore complessivo si attesterebbe sulla cifra da capogiro di un miliardo di euro. Prodotti in tempi di urbanizzazione selvaggia, favoriti anche dagli incentivi stabiliti dalla legge Tremonti prima che la crisi rendesse palese la necessità di arginare le continue costruzioni, molti di quei capannoni dovranno sparire entro il 2020, circa il 30% secondo la ricerca.

L’obiettivo della ricerca, come spiega l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan al Giornale di Vicenza è di ripensare il territorio veneto in vista di nuove opportunità, ricordando che la conversione industriale può produrre anche posti di lavoro. Se un tempo le costruzioni facevano girare l’economia, ai giorni nostri sono le riqualificazioni, le innovazioni e la ricerca di sostenibilità a poter offrire una prospettiva al territorio.  «I centri commerciali oggi chiudono – spiega la Donazzan a Il Giornale di Vicenza – non sono più un modello. E nello sviluppo del paesaggio del futuro dovrà essere appetibile anche la distruzione, ci saranno casi in cui sarà necessario restituire la terra alla terra tenendo conto anche degli interessi dei proprietari che comunque non hanno un ritorno da capannoni vuoti. Certo, sarà questione di scelte e di strategie non solo regionali».

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