Venezia, Actv: troppa gente, controllare flussi

Lancia un grido d’allarme Giovanni Seno, amministratore delegato di Avm e Actv. «Noi non ce la facciamo – ha detto sconsolato Seno a la Nuova Venezia – occorrono scelte politiche radicali. C’è troppa gente, occorre controllare i flussi».  Non parla direttamente di ticket d’ingresso o numero chiuso il numero uno dell’azienda di trasporti veneziana, ma durante la giornata dedicata  al bilancio della holding Avm e delle sue aziende Actv, Vela e Pmv il tasto dolente più battuto è stato quello dei flussi turistici incontrollati.

«É come far entrare due litri d’acqua in una bottiglia da un litro – spiega Seno -. Servono scelte di controllo dei flussi. Quando arrivano 500 persone in un colpo alla Ferrovia il sistema non regge. E avendo aumentato i tempi di percorrenza non possiamo aumentare il numero dei vaporetti in Canal Grande». Intanto, il bilancio, è stato chiuso in attivo, seppur di poche migliaia di euro, grazie all’opera di risanamento avviata ma ancora lungi dal potersi concludere.

«Gli incassi dei biglietti sono aumentati di 10 milioni di euro dal 2012 – continua il presidente di Avm Sandro Moro -, 10 milioni di costi tagliati». Le manovre di risanamento hanno anche permesso di far fronte al taglio dei contributi del Fondo nazionale Trasporti, destinati a ridursi di un ulteriore 10% nel 2015. L’anno prossimo ci sarà da affrontare anche il tema del contratto dei dipendenti che potrebbe costare all’azienda dai 5 ai 6 milioni di euro, mentre, ripetono Seno e Moro, gli aumenti del costo biglietti «non sono stati proposti da Actv, che non ne vedrà i benefici. Servono a sanare il bilancio del Comune».

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