Rom, Zaia: «faticano a vivere nella legalità»

«Rom che non pagano le tasse come gli altri a Treviso, per ammissione di un assessore comunale; Rom accampati a Campidui di Conegliano con il purtroppo frequente corollario di degrado e sporcizia che sta esasperando i residenti; Rom a processo a Belluno per non aver pagato un pranzo per 120 persone. Queste persone fanno una fatica terribile a sentirci dall’orecchio della legalità, ma devono rendersi conto che una convivenza civile non può prescindere dal rispetto della legge, dei residenti, della cosa pubblica, e dal pagamento dei servizi utilizzati. Niente di più e niente di meno di quanto fa abitualmente ogni cittadino veneto per bene». È l’ammonimento che oggi il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, ricandidato alle elezioni del 31 maggio, rivolge alle comunità Rom presenti in Veneto, che continuano a rendersi protagoniste, a suo dire, di azioni e comportamenti «che violano la legge e le più semplici regole di convivenza civile».

«Non è una questione di etnia – aggiunge Zaia – ma di banali concetti di rispetto della legge, delle regole e delle persone che è lecito chiedere, anzi pretendere, da chiunque, a prescindere dal sangue che scorre nelle vene di ognuno. Uno stile di vita non si può cambiare in poco tempo? – prosegue il governatore – balle. E se uno stile di vita è incompatibile con la legalità e il rispetto reciproco, non si può tollerare. Mi auguro che queste persone ci pensino seriamente e si comportino di conseguenza – conclude – altrimenti non si lamentino, perché l’alternativa non può che essere la tolleranza zero».

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