Verona, Aia cresce: «il segreto? Innovare»

«Abbiamo battuto i nostri concorrenti soprattutto con l’innovazione, (…) la nostra crescita è stata fatta anche con le acquisizioni, con la continua innovazione di prodotto ma anche di processo, con grossi investimenti in tecnologia». Lo dice intervistato dall’Arena, Bruno Veronesi presidente dell’omonima holding che controlla fra le altre Aia, Negroni, Fini e Veronesi Mangimi, e costituisce il quarto gruppo agroalimentare italiano e la prima realtà produttiva industriale veronese locale. Fra i prodotti della holding più conosciuti e diffusi sul territorio nazionale, i würstel di pollo “Wudy” di Aia.

Ieri i vertici societari e manageriali del gruppo hanno presentato alle banche, nell’incontro annuale, i dati del bilancio 2014 della Veronesi. Il fatturato 2014 si sui 2,9 miliardi di euro, con volumi in crescita del 2,5% e un Ebitda di 152 milioni. Si registra soprattutto un balzo del 15% delle esportazioni per un valore totale di 424 milioni, pari al 15% del fatturato totale. La società conta 7.500 dipendenti e 8.500 persone nell’indotto per un totale di 16mila addetti.

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