Belluno, imam jihadista reclutava sui social

Aveva 22.600 seguaci sulla sua pagina Facebook “La Scienza del Corano” e attaccava (rigorosamente in italiano) i politici locali come il sindaco di Padova Massimo Bitonci, e regionali tra cui l’assessore Elena Donazzan per le loro posizioni anti Islam. Queste solo alcune delle attività del reclutatore “jihadista”, Anass Abu Jaffar, il ventiseienne marocchino tra i due espulsi dal ministro dell’Interno per motivi di prevenzione del terrorismo. Secondo le indagini dei carabinieri del Ros, Jaffar svolgeva la sua attività di proselitismo non solo nel web ma si occupava di “convertire” le persone socialmente disagiate residenti nel bellunese. Nel 2013 è stato fotografato sul greto del fiume Cordevole, in località La Stanga a Sedico, mentre pregava con alcuni accoliti tra cui Ismar Mesinovic, foreign fighter bosniaco poi morto in Siria e acclamato come martire da Jaffar.

«Forse questo sindaco non ha mai letto la Costituzione italiana! Dimenticavo, è leghista, non ha mai studiato. Avrà comprato anche lui la laurea in polandia», così Jaffar commentava sui social la posizione di Bitonci sulle moschee a Padova. «Avrei tanto da dire ma ringrazio Allah per la pazienza e dico solo che Iddio porti la sua giustizia – scriveva il predicatore su una altro post criticando la Donazzan, che aveva girato ai dirigenti scolastici una circolare per imporre agli studenti musulmani di condannare apertamente l’attentato di Parigi – Io non mi devo giustificare. Invito questo assessore a riflettere su ciò che ha chiesto. È come se io chiedessi agli italiani di firmare e condannare la mafia, le crociate, qualsiasi crimine commesso da un italiano o da un cristiano».

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