Caso Altivole, sindaco: «rispettata circolare dell’Interno»

Baldin chiama in causa il ministero. Celotto, co-autore del libro “censurato”: anti-democratico

Botta e risposta a distanza tra il sindaco di Altivole, Sergio Baldin, e Francesco Celotto, co-autore del libro-inchiesta sulla Pedemontana veneta “Strade morte”, sul caso politico-letterario che si sta consumando nel piccolo Comune trevigiano. Una vicenda anomala, a partire dal motivo per cui il sindaco ha chiamato in causa il Prefetto per chiedergli se era il caso o meno di autorizzare la presentazione del libro in campagna elettorale. Baldin lo spiega così: «C’è una circolare del Ministero dell’Interno che prevede una serie di limitazioni per le manifestazioni nel mese antecedente le elezioni, valutando se si tratti di propaganda elettorale o meno. Su queste basi ci siamo rivolti alla Prefettura per un parere sulla rilevanza dell’evento dal punto di vista elettorale. La questione non riguardava l’ordine pubblico, ma la possibilità o meno di autorizzare l’evento». La circolare a cui Baldin fa riferimento é la 14/2015 del 20 aprile 2015, sulla “propaganda e comunicazione politica” per le regionali di quest’anno.

Se il sindaco prova a gettare acqua sul fuoco, da parte sua Celotto punta il dito contro lo “scaricabarile” tra amministrazione e prefettura. «Penso che in primo luogo il prefetto non sarebbe dovuto proprio entrare nel merito. Invece ha suggerito di procrastinare l’evento e il sindaco non aspettava altro. La colpa a questo punto è di entrambi». Celotto non crede alla versione dell’eccesso di zelo in buona fede: «Non posso parlare del prefetto, che non conosco. Però penso che il sindaco sapesse bene cosa stava facendo, come sa bene che la Spv è una porcata e che c’è un sacco di gente espropriata che non ha ricevuto i soldi ed è molto incazzata. Meglio che non se ne parli. È un atteggiamento antidemocratico che dimostra che la politica, a ogni livello, non vuole il confronto con il territorio. Così facendo, però, il sindaco si è dato due volte la zappa sui piedi, dimostrandosi arrogante e politicamente ingenuo. Perché pensava che noi stessimo zitti. Evidentemente non ci conosceva».

Parole pesanti, che tuttavia centrano il punto: l’effetto boomerang non era facilmente prevedibile? «Abbiamo applicato quanto previsto – ribatte il sindaco Baldin – Non abbiamo mai risposto di no, abbiamo detto “sì, ma dopo il 31”. Ad ogni modo, siccome la prefettura ha rivisto la sua posizione, abbiamo appena dato comunicazione del nulla osta dal punto di vista tempistico. La sala è disponibile». Peccato che nel frattempo gli organizzatori si siano già rivolti alla parrocchia di San Vito di Altivole, che ospiterà la presentazione domani sera. «Sarebbe bene che il sindaco, che rappresenta l’intera comunità e non solo i suoi elettori, venisse ad ascoltare le nostre ragioni. Noi non diciamo no a tutto, anzi, il libro è pieno di proposte, sia per il territorio, sia in materia di contrasto alla corruzione.»
«Valuterò –è la risposta di Baldin – anche se per come si sono messe le cose ho l’impressione che più che parlare del libro si voglia fare polemica».  Un’accusa che Celotto rimanda al mittente: «Nascondere la testa sotto la sabbia è la cosa peggiore. E il problema salterà fuori in ogni caso dopo le elezioni».

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