«Vieni al lavoro senza mutandine», titolare denunciato

Una donna operaia di 31 anni residente nella Bassa Padovana ha denunciato il proprio datore di lavoro per minacce e atti persecutori dopo che l’uomo le avrebbe rivolto numerose avances spinte perchè si concedesse a lui sessualmente. Dopo i primi complimenti e la conferma del periodo di due mesi di prova con un contratto di un anno a tempo determinato, il titolare della fabbrica ha fatto capire alla propria preda, con frasi volgari e offensive, il desiderio di averla. Frasi pronunciate anche davanti a clienti e colleghi.

L’approccio del titolare è stato nettamente rifiutato dalla giovane donna che come punizione si è ritrovata a svolgere i compiti più faticosi a lavoro, sempre costretta a preoccuparsi per le attenzioni che le rivolgeva l’uomo. Dopo diversi malesseri fisici e disagi la donna ha trovato sostegno nel sindacato Sils guidato da Vittorio De Rosa, decidendosi a firmare una denuncia nella stazione dei carabinieri di Montagnana contro il datore di lavoro.

«Ho cominciato ad avere attacchi di panico, nausee, pianti – racconta la donna nella querela -. Mi sono sentita in confusione fino a contattare il 118». «Al di là del fatto le cui responsabilità deve accertare la magistratura – commenta De Rosa al Mattino di Padova -, la precarietà e la facilità nei licenziamenti messi in atto dal jobs act, aumentano a dismisura queste situazioni».

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