Padova, Sec: 300 posti a rischio per fusioni bancarie

Alla Sec servizi di Padova si guarda con apprensione al risiko delle popolari fra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Da un’assemblea convocata da Cgil, Uil e Fabi è emerso come sarebbero in gioco circa trecento posti di lavoro appesi all’esito della possibile fusione fra i due istituti. Il consorzio consortile per i servizi bancari ruota intorno alle due popolari venete non quotate: la Popolare di Vicenza e Veneto Banca, come gruppi, detengono rispettivamente il 49,8% e il 26,3% della società, ed esprimono presidente e vicepresidente. Come riporta il Corriere del Veneto, se una o peggio entrambe le banche finissero fuse in altri istituti, i servizi di Sec sarebbero di fatto non più necessari.

«Scenario preoccupante», dice Giuliano Xausa, coordinatore Fabi in Bpvi. «Il sindacato guarda con apprensione ad alcune ipotesi di fusione che possono portare benefici alle banche, ma creare seri problemi di fatturato e occupazione alle società che vi lavorano», aggiunge Umberto Baldo, della segreteria regionale Uilca. «L’esito di qualsiasi operazione in campo riguarderà anche Sec – conclude Marco Parissenti, segretario Fisac Cgil di Padova -. E il tema delle ricadute su Sec, e delle soluzioni per garantire la stabilità del consorzio, dovrà esser affrontato non solo dagli organi delle banche socie, ma anche, in un percorso negoziale, da quelli della società».
 

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