Venezia, «più cause per “divorzio breve”»

«Nei primi tempi avremo un aumento del flusso dei divorzi, penso attorno al 30%, poi la situazione si stabilizzerà». È la convinzione del presidente del tribunale di Venezia, Arturo Toppan, con l’entrata in vigore da oggi del cosiddetto “divorzio breve”, indicando con una battuta di non credere che ci saranno più divorzi «solo perché si accorciano i tempi». Secondo il magistrato, oggi impegnato in una trentina di udienze per separazioni, il “divorzio breve” non inciderà sull’attività del tribunale civile, perchè quello che cambierà rispetto al passato è solo nella tempistica per l’ottenimento dell’atto che attesta la definitiva conclusione di un matrimonio.

«Nell’economia generale del lavoro del civile – dice Toppan – le cause di divorzio hanno un peso relativo piuttosto basso. Sono pochissimi i casi di esasperata conflittualità tra coniugi». Secondo il presidente, invece, bisognerebbe fare una riflessione sulle separazioni: «in circa 15 anni che seguo le cause di separazione avrò visto forse cinque casi di conciliazione. Mi domando quindi se vale la pena tenere questa distinzione tra separazione e divorzio». Nelle cancellerie del civile del tribunale veneziano non sono stati segnalati stamani casi particolari: «quando esamineremo le istanze – dicono gli operatori – vedremo il tipo di domanda. Per noi al momento non cambia nulla».