Veneto, non-voto partito favorito

Il politologo Paolo Feltrin e l’’Osservatorio elettorale del consiglio, in vista del voto di domenica, hanno raccolto dati e curiosità sull’evoluzione politica del Veneto. Sono 4 i milioni di veneti al voto, un milione e 300 mila in più della prima elezione per la Regione, nel 1970 per via degli stranieri che si sono stabiliti qui. L’affluenza prevista è in picchiata. Si passa dal 94,6% del 1970 al 66,4% del 2010, il dato più basso di sempre. E a questa tornata potrebbe risultare ancora minore dato che si vota un solo giorno. Nel 1970 le liste erano 10, oggi sono 19; i candidati consiglieri erano 546, oggi sono 1.038 (tra cui 38 uscenti, sarà rieletto 1 su 20).

Le donne, grazie alla nuova legge che impone liste rigorosamente divise a metà, sono il 45% contro il 20-25% delle scorse tornate ma le elette restano poche: il 7%. Per quanto riguarda le preferenze, sebbene siano acclamate a gran voce come uno strumento democratico, nel 2010 le utilizzò solo il 35% degli elettori. Quanto al trend di voto in Veneto dal 1995 si registra l’assoluto dominio del centrodestra: dal 38% di Giancarlo Galan, nel 1995, al 60% di Luca Zaia cinque anni fa. Il centrosinistra toccò il 42% nel 2005 con Carraro, ma al giro successivo Bortolussi segnò il record negativo col 29%.