Venezia, 30 delibere per bilancio lacrime e sangue

Alle 18 di martedì il commissario straordinario Vittorio Zappalorto ha riunito per l’ultima volta la giunta del Comune di Venezia fissando all’ordine del giorno 80 delibere di cui 30 allegate ad un bilancio definito dagli stessi vertici comunali «da lacrime e sangue» che dovrebbe chiudersi definitivamente entro venerdì. Circa 12 milioni di euro di spese tagliate, il fondo per la parte variabile dello stipendio dei dipendenti comunali scompare mentre arrivano puntuali i rincari per i biglietti dei trasporti pubblici e nelle mense oltre ad una nuova “tassa” per l’iscrizione dei bambini in asili nido e scuole materne. Al Gran Teatro la Fenice faranno i conti con due milioni di contributi in meno mentre associazioni e scuole private dovranno cavarsela con le loro risorse. Da luglio, a meno di un intervento del futuro sindaco, scatterà l’alleggerimento degli stipendi ai dipendenti pubblici e il contratto decentrato, che nel 2014 aveva 9 milioni a disposizione, si ritrova con 300 mila euro di finanziamento.

Una speranza viene dal possibile sconto richiesto dall’Anci al governo sulle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità. Ieri il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto discutere del decreto per gli enti locali ma la seduta è stata rinviata. «Probabilmente il decreto sarà approvato dopo le elezioni», dice fiducioso Zappalorto. Se così dovesse essere il futuro sindaco potrebbe ritrovarsi con un piccolo “tesoretto” da usare come meglio crede. L’ultima riunione di giunta non si è occupata solo del bilancio. Tra i documenti che hanno ottenuto il via libera c’è ad esempio un atto che, di fronte ai tagli e ai rincari potrebbe causare malumori. I 19,5 milioni di euro avanzati dalla vendita dell’Ospedale al mare sono stati inseriti a bilancio per la sistemazione dell’area del nuovo palazzo del cinema al Lido.

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