Padova, Prato blindato per Botellòn: niente festa

Un provvedimento senza precedenti quello adottato dal sindaco di Padova Massimo Bitonci per evitare, costi quel che costi, il “botellòn“, raduno alcolico a Prato della Valle organizzato tramite i social network, frequentatissimo negli scorsi anni soprattutto dagli studenti universitari. E, per evitare di ripetere le scorribande di due anni fa (l’anno scorso, complice il maltempo, il raduno non riuscì a ripetere i numeri dell’edizione precedente) il sindaco, oltre alle ordinanze e ad uno discreto spiegamento di forze, ha ordinato agli operai comunali di montare transenne e barriere che impediscano fisicamente l’accesso a Prato della Valle.

L’obiettivo era quello non solo di scoraggiare l’afflusso dei partecipanti alla festa ma di azzerare la vendita di alcolici fuori da bar e locali che godono dell’autorizzazione. Insomma il gioiello archittettonico cinquecentesco è stato trasformato per una notte in una fortezza inespugnabile, con il risultato che le migliaia di persone che avevano confermato la loro partecipazione non si sono viste. «Io sono il sindaco della città e come tale ho la responsabilità della salute dei cittadini e della tutela dei luoghi – premette Bitonci -. Non sono contrario per principio al divertimento dei giovani, tutt’altro a Padova chiunque è libero di farsi una birra o un bicchiere di vino ma nel rispetto della legge e regole della convivenze civile. Qui siamo di fronte a un evento che avviene al di fuori di qualsiasi autorizzazione e regola – ha concluso Bitonci rivolto al Corriere della Sera – il cui obiettivo finale è lo sballo. Un evento eccezionale che ha richiesto misure eccezionali».

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