Aviaria, vaccini clandestini: caso passa a Verona

Uno dei capitoli più importanti dell’inchiesta svolta dalla procura di Roma sull’importazione illegale di alcuni ceppi del virus dell’influenza aviaria, utilizzati per sviluppare e testare senza permessi terapie e vaccini da mettere in commercio senza i necessari controlli, è stata trasferita per competenza territoriale alla procura di Verona. L’ultimo dei decessi riconducibili all’epidemia si è infatti verificato proprio nel Veronese e così all’ex Mastino dovranno occuparsi dei trafficanti del virus. Secondo le indagini svolte dal Nas dei carabinieri il business illegale avrebbe posto a serio rischio la saluta pubblica (tanto che tra i molti reati contestati figura anche quello di tentata epidemia) oltre ad aver provocato l’abbattimento di milioni di polli, tacchini e pecore con un danno quantificabile in 40 milioni.

Tra gli indagati, secondo il Corriere di Verona, ci sarebbe anche Ilaria Capua, coinvolta in veste di responsabile del Centro nazionale per l’influenza aviaria, eletta nel 2013 alla Camera con Scelta Civica, che per l’accusa si sarebbe fregiata lei stessa, in una telefonata, di essere «la mente commerciale della company». Stando alla ricostruzione degli inquirenti romani una vera e propria associazione a delinquere sarebbe stata attiva tra il 1999 e il 2003, impiegando virus altamente patogeni di provenienza illecita, «al fine di produrre in forma clandestina, senza la prescritta autorizzazione ministeriale, specialità medicinali ad uso veterinario, procedendo poi, ancora in forma illecita, alla loro commercializzazione e somministrazione ad animali avicoli di allevamenti intensivi, determinando così il contagio di sette operatori del settore come accertato dall’Istituto Superiore di Sanità e, quale misura di prevenzione, l’abbattimento di milioni di capi di polli e tacchini». Spetterà anche alla procura di Verona cercare di fare chiarezza sul caso.