Mestre, proiettile e minacce a Boraso

Una busta contenente minacce scritte e un proiettile di pistola calibro 7.65 è stata recapitata all’ex consigliere comunale Renato Boraso sostenitore con la sua lista civica del candidato sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Su un suo volantino elettorale campeggia la scritta a pennarello nero “Okkio al teschio” e “Fascista di merda muori” mentre attorno alla foto che lo ritrae, è stato disegnato un mirino. Boraso ha consegnato il tutto ai carabinieri e ha sporto denuncia contro ignoti. «Una cosa è certa: queste minacce non mi fermeranno – commenta sulla Nuova VeneziaNon mi fanno paura. Sono i soliti noti No global della città, ma io continuerò a dire la verità e a combattere per cambiare».

«Quella frase mi fa tornare alla mente una minaccia che mi arrivò anni fa in un ufficio che aprii come consigliere comunale a Zelarino – continua Boraso -. In quel caso la Digos indivuò un giovane legato ai centri sociali. Del resto io non ho mai smesso di dire come ci sono legami forti o poco chiari tra le amministrazioni di sinistra che fin qui hanno guidato il Comune e i centri sociali. Una cosa che ho sempre detto e che riaffermerò sempre. Si ricordino bene questi personaggi che non sanno cosa sia la democrazia, che Boraso non molla, continueremo a dire, come afferma lo stesso Renzi, che il Pd in questa città ha fallito. Non ho paura e a tre giorni dal voto sono cose che non mi intimoriscono». Espressioni di solidarietà a Boraso arrivano intanto da Sandro Simionato, ex vicesindaco di Venezia.

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