Padova, oncologico senza strutture

Via Gattamelata, piazza Antenore, via Giustiniani e ora anche Schiavonia. Salgono a quattro le sedi dello Iov, il polo oncologico d’eccellenza della sanità padovana che soffre di una cronica carenza di strutture tanto da essere costretto al frazionamento dei suoi uffici e ambulatori disseminandoli dentro e fuori la città. «È un’emergenza – denuncia al Mattino il presidente dell’Ordine dei Medici Paolo Simioni – Padova rischia di implodere per carenze strutturali: i professionisti ci sono e sono preparatissimi, ma si cozza contro strutture che non sono al passo con lo sviluppo. Lo Iov, così come l’ospedale stanno risentendo di questa situazione».

«La sanità dovrà essere una delle priorità del nuovo governatore – aggiunge Simioni – : serve un piano che indichi gli interventi da fare nel breve, medio e lungo termine. E si devono misurare gli obiettivi, altrimenti si va verso il degrado». «La costante periferizzazione è l’espressione più chiara della necessità di una nuova sede che riunisca la diagnostica, i trattamenti terapeutici e l’amministrazione – sottolinea il presidente della Scuola di Medicina Santo Davide Ferrara – Lo Iov deve avere la struttura centrale a Padova». Ferrara individua infine tre possibili soluzioni: «struttura ospitata nel nuovo Policlinico, struttura nuova in nuova area, struttura nuova nell’area dell’attuale Policlinico quand’esso verrà spostato».