Regionali, si chiude campagna tra appelli e accuse

Ultimo giro di giostra per i candidati alle elezioni Regionali che ieri affrontavano gli ultimi comizi prima della chiusura della campagna.  Flavio Tosi ha scelto di anticipare tutti, chiudendo la campagna già giovedì sera a Noventa Padovana. Ieri è toccato ad Alessio Morosin nella sua città, Noale e Laura Di Lucia Coletti a Mestre, dove vive e insegna.

Luca Zaia ha invece chiuso la campagna a Verona scortato dal segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini che dal palco del comizio caricava i suoi: «Il coro Zaia Zaia potete farlo arrivare nelle orecchie anche a qualcuno che sta in Comune – ha caricato Salvini dal palco -. Il voto alla Lega domenica è anche per cancellare la legge Fornero e gli studi di settore, per l’aliquota al 15%, la castrazione chimica per pedofili e stupratori. E non ho ancora parlato di rom e di immigrati».

Alessandra Moretti ha invece chiuso la campagna elettorale a Vicenza, dove, introdotta nel palco dal sindaco Achille Variati, ha, tra le altre cose, citato le parole di Papa Francesco: «Ci ha ridato la speranza e insegnato l’accoglienza – ha detto in chiusura del suo intervento la Moretti – il Veneto deve tornare a essere una regione civile. Dopo vent’anni di scandali e di promesse non mantenute è arrivato il momento di voltare pagina con coraggio».

Il Movimento 5 Stelle con il suo candidato Jacopo Berti, dopo aver incassato il sostegno di Gianroberto Casaleggio, ha chiuso un accordo con gli indipendentisti di Plebiscito.eu, gli unici rimasti esclusi da una rappresentanza alle prossime Regionali. «Con la mia macchina in sei mesi ho fatto 23.000 chilometri – ha dichiarato Berti al Corriere del Veneto -. E 23.000 sono gli euro, raccolti tra i cittadini, pagati per la mia campagna elettorale. Praticamente un euro a chilometro. Grillo non ha ci mai detto cosa dovevamo o non dovevamo fare. La nostra democrazia è quella che arriva dal basso».