Veneto, Zaia fa il bis. Tosi non decisivo

Non è bastato ad Alessandra Moretti battere ogni angolo del Veneto forte dell’appoggio del premier Matteo Renzi. La candidata dem alla presidenza della Regione esce pesantemente sconfitta dalle urne e in casa Pd non si nasconde l’amarezza: «ho fatto i complimenti a Zaia, per me è stata un’esperienza bellissima…Qualcosa non ha funzionato, dovremo riflettere, inutile nascondersi», ha commentato al Corriere della Sera verso le 2 di notte. «Questa regione, per noi, è storicamente complicata», le fa eco il segretario regionale Roger De Menech. Esultano invece i leghisti, celebrando la netta vittoria di Zaia. La lista del governatore uscente si colloca al primo posto in regione tra tutti i partiti, superando la stessa Lega e il Pd. «Si prospetta un grande risultato per Zaia e la sua coalizione: il buon governo paga», ha dichiarato il sindaco di Padova Massimo Bitonci già all’arrivo dei primi dati parziali.

«Il nostro progetto politico viene premiato», è il commento a caldo di Fabio Venturi, portavoce della Fondazione dell’ex leghista Flavio Tosi che, sostenuto dai centristi, ha strappato consensi ai due principali schieramenti e fatto il pieno di voti nel suo feudo scaligero. Nonostante lo strappo nel Carroccio, Tosi non è però riuscito ad essere un ago della bilancia decisivo fra Zaia e la Moretti. Per quanto riguarda la partecipazione al voto, tra le 7 Regioni il Veneto registra il dato più alto (57,1%), con un calo del 9,3% rispetto a 5 anni fa.