Veneto, Zaia umilia la Moretti

Astensione alta: 42%. Trionfa il governatore leghista. Moretti perde male. Berti (M5S) terzo

Ore 1 del mattino dell’1 giugno, dati definitivi sull’affluenza elettorale in Veneto: ha votato il 57,16% degli aventi diritto. Il 9% in meno rispetto al 66,46% del 2010. E’ il primo, ovvio elemento da cui partire per interpretare l’esito delle elezioni regionali: l’astensione è alta e in crescita, attestandosi al 42%. Ma non si avvicina alla soglia d’allarme come in Campania, dove ha votato il 51%, o la Liguria, dove i votanti si sono fermati al 50,67%. Su scala nazionale, la massa degli astenuti è stata comunque del 47%. Insomma, quasi un elettore su due non ha esercitato il diritto di voto. Segno che questa tornata amministrativa ha appassionato ancora meno del solito, e in Veneto lo scarso interesse ha arrestato la fiumana astensionista appena sopra qualche punto alla media generale.

Dai numerosi e altalenanti exit poll della notte, un altro dato è già sicuro: la conferma a Palazzo Balbi del governatore leghista uscente, Luca Zaia. La percentuale attribuitagli varia in una forchetta fra il 47 e il 54%, in ogni caso tale da rendere la sua vittoria non solo certa, ma trionfale (benché inferiore al 2010, quando conquistò un immane 60%). La principale sfidante, la candidata del centrosinistra Alessandra Moretti, è inchiodata ad un miserrimo 22-26%. Il che significa: primo, che è stata doppiata dal vincitore; secondo, che se lo spoglio delle schede lo confermerà, avrebbe raccolto meno consensi del candidato di centrosinistra del 2010, Giuseppe Bortolussi (29%). Una debacle in piena regola: in pratica, la Moretti sarebbe ben lontanta dall’allargare il bacino di voti delle politiche 2013, quando Pd, Sel e formazioni minori si fermarono al 23%.

Quanto agli altri candidati alla presidenza della Regione, il terzo sul podio pare essere Jacopo Berti del Movimento 5 Stelle (attorno al 10-11%), mentre c’è incertezza sull’ex leghista Flavio Tosi: per alcune proiezioni non sfonderebbe il limite del 10%, bloccandosi sul 7%, per altre la sforerebbe di qualche punto. Per i grillini un risultato appena sufficiente, in drammatico benché fisiologico arretramento rispetto al 26% ottenuto alle politiche di due anni fa. Mentre i tosiani, se non toccassero il 15%, non potrebbero nascondere la delusione. Quinto Alessio Morosin di Indipendenza Veneta, dato fra il 2 e il 5%, e ultima Laura Di Lucia Coletti di Altro Veneto, che non riuscirebbe a strappare neppure l’1%.

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