“Repubblicani” & C, centrodestra riscopra il pensiero

A Milano e Perugia due incontri per rifondare un’area politica che per troppo tempo ha bistrattato la cultura teorica

Il 2 Giugno, a Milano, per la prima volta – dopo divisioni, scissioni e cacciate degli ultimi anni – si è riunito il cosiddetto centrodestra. L’iniziativa “Repubblicani”, organizzata da Tea Party, Mit-Modernizzare l’Italia e Sveglia Centro Destra, ha visto una massiccia partecipazione da tutto il Paese.

Direttamente dal Teatro Nuovo in piazza San Babila, trasformato per l’occasione in ambiente di lavoro con tavoli rotondi & carta penna e calamaio a disposizione per ogni ospite, si sono susseguiti interventi di parlamentari, amministratori locali, imprenditori, blogger politici e appassionati. Come un fiume in piena sono sgorgate opinioni e visioni, in alcuni casi contrastanti, che hanno scaturito un dibattito acceso sul futuro di quest’area politica tanto debole nella chiarezza dei contenuti quanto ancora forte nel consenso.

Ci si scontra con chi sogna l’indipendenza e chi no. Chi vuole più Stato e chi invece ne vuole meno. Chi vuole uscire dall’euro e chi no. Chi vuole le preferenze e chi no. Chi affronta il tema immigrazione lucidamente e chi no. Chi indossa la ruspa e chi il tricolore. Insomma, pare evidente che ciò che manca è il filo conduttore.
Manca l’umo: nelle filosofie dualistiche, ciò che permane sotto il mutare apparente delle qualità e dei fenomeni. In America il Partito Repubblicano esiste grazie ai suoi pensatoi che nella storia hanno creato una cultura politica d’appartenenza. Ed è forse proprio l’assenza di questo “sostrato” – definito così da Marcello Veneziani – a far mancare l’opinione al possibile movimento. O forse, ad averne troppe e confuse.

E’ quindi un bene il tornare a creare la sintesi con l’analisi delle idee, perché nell’epoca dei click, del voto online, dello scoop, del blog, della slide e di tutte queste parole cool ma statiche e inutili nel capovolgimento effettivo della realtà, tornare a creare un programma di lavoro con i gomiti nel tavolo, è senz’altro un gradino scalato per arrivare a creare, anche in Italia, un partito serio che rappresenti un’area disgregata e attualmente irrilevante. Il prossimo weekend, 13-14 giugno a Perugia, si continua a dare un senso ulteriore a questa piccola storia con VENTUNO: la politica, il mercato, le sfide globali. La politica passa per il pensiero.