Padova, Ascom: inutili le ordinanze di Bitonci

Bertin: «i problemi non si risolvono spostandoli». E sui profughi: «fossi come loro, scapperei anch’io»

Il sindaco leghista di Padova Massimo Bitonci è famoso in tutta Italia per le sue ordinanze contro il “degrado”. Solo dal 2014, sono una decina quelle anti-alcol. Dopo anni di proteste per la chiusura anticipata imposta ai locali – da poco revocata – sono arrivate le multe ai genitori dei minorenni che bevono alcolici, al divieto di consumo fuori dai locali e nei plateatici, al divieto di “vendita e consumo” di esteso a più zone della città, senza dimenticare la discussa iniziativa di autorizzare un piccolo esercito di privati – agenzie di vigilanza e investigatori – per sorvegliare il popolo dello spritz. Nemmeno l’entrata in vigore della nuova patente a punti per i locali (il sistema di regole e sanzioni per gli esercenti introdotto per mettere ordine in questo marasma di “atti straordinari”), è bastata a fermare la crociata del Comune.
L’ultima proposta in ordine di tempo è la chiusura serale della scalinata della Gran Guardia con transenne, per “evitare bivacchi”. In effetti non si capisce più quale sia il vero obbiettivo di questa sfilza di provvedimenti: la lotta al degrado, ai rumori molesti della movida universitaria o al consumo di alcol tout court. Quel che è certo è che i provvedimenti di Bitonci si trascinano dietro inevitabilmente un coro di proteste. Tra i più scettici il presidente dell’Ascom di Padova, Patrizio Bertin, che un anno fa dichiarava: «a forza di “giocare” a chi vieta di più o promette di farlo, non risolveremo il problema del degrado, al massimo lo sposteremo ed in ogni caso creeremo solo difficoltà ai commercianti».

Presidente Bertin, è ancora di quell’avviso?
L’intervento riguardava certe ordinanze che andavano a colpire i commercianti, negozi di vicinato che facevano il loro lavoro, e non quelli che si ubriacavano, bivaccavano e molestavano. Bisogna colpire chi crea il problema, chi delinque, e non chi lavora onestamente. Sono ancora dell’idea che un’ordinanza del genere non fosse giusta e sono contento che il sindaco l’abbia ritirata, dopo l’introduzione della patente a punti per i locali del centro.

E dell’idea di transennare la scalinata della Gran Guardia, cosa pensa?
Ne ho sentito parlare. Non so quanto possa essere efficace, mi pare che la logica sia sempre quella di spostare il problema. Ma spostarlo non vuol dire risolverlo. Se si transenna la Gran Guardia, i bivacchi si sposteranno di qualche metro in Piazza dei Signori, non spariscono. E poi, per intenderci, non si chiude la stazione perché c’è chi ci bivacca.

Il problema della sicurezza e del degrado è reale o l’allarme è esagerato?
Il problema esiste e non solo a Padova. È generalizzato e noi non siamo immuni. Devo dire che a Padova tutto sommato c’è una qualità della vita molto buona e anche dal punto della sicurezza è stato fatto molto. Venditori ambulanti non se ne vedono più e anche i mendicanti sono diminuiti, i vigili stanno facendo un grande lavoro, pattugliando in maniera capillare la città.

Quale può essere una misura efficace?
Come vado ripetendo da una vita, la situazione in Italia sarà questa fino a quando non ci sarà la certezza della pena. Invece chi delinque il giorno dopo è fuori dalla galera. Le forze dell’ordine non hanno strumenti per fare rispettare la legalità e i giudici applicano solo le leggi. Deve intervenire il governo, altrimenti è proverbiale cane che si morde la coda. L’Europa ci multa per il sovraffollamento delle carceri e noi non ne costruiamo di nuove…c’è una serie di problemi che ormai conosciamo tutti fin troppo bene.

Attualmente l’opinione pubblica è concentrata sull’accoglienza ai profughi – in Veneto ne sono in arrivo altri 630 -, a sentire Bitonci e Zaia i Veneti sarebbero sul piede di guerra. Eppure la fiaccolata silenziosa contro l’accoglienza, sostenuta anche dai commercianti del centro, è stata un flop. Quale lettura che dà di questa contraddizione?
La manifestazione è andata male perché era strumentalizzata dalla politica. Addirittura la sinistra ha organizzato la contromanifestazione preventiva, prima del corteo. Penso che la posizione dei commercianti non sia quella sbandierata da qualcuno. Noi non facciamo politica, soprattutto a ridosso delle campagne elettorali. Ad ogni modo il problema dell’accoglienza è serio, capisco il nostro governatore e sono in parte d’accordo con lui. Queste persone scappano dalla guerra per continuare a vivere da disgraziati qui, costretti ai margini della società. Così non va bene: loro non si riescono a integrare e intanto cresce l’intolleranza nei loro confronti, che pur non hanno nessuna colpa. Fossi in loro scapperei anch’io. Per questo, probabilmente bisognerà intervenire nei paesi d’origine di queste persone, per portare più aiuto possibile.