Gay Pride a Treviso, altolà di Manildo

Il sindaco di Treviso Giovanni Manildo affossa la proposta, lanciata ieri da più parti, di ospitare il Gay Pride 2016 a Treviso. «Se e quando arriverà una richiesta la valuteremo con grande serenità. Ora però ci sono altre urgenze – ha infatti dichiarato il sindaco, tirando poi ancora ulterioremente il freno a mano -: per adesso la questione non si pone. Sono altre le priorità nel territorio in questo momento».

Raffreddate in un attimo le speranze degli attivisti lgbt che, pur senza alcun passo ufficiale, avevano provato a sondare la disponibilità  della maggioranza. «Per i diritti abbiamo già fatto molto – prosegue Manildo – non abbiamo bisogno di dimostrare a tutti i costi la discontinuità con il passato. E ci sono urgenze più gravi: casa, sicurezza, viabilità. Inoltre non siamo convinti che vi sia un effettivo interesse a organizzare l’evento a Treviso».

L’idea è comunque stata sufficiente a far saltare sulla sedia l’opposizione, partendo da chi invocò a suo tempo la «pulizia etnica dei culattoni». «Questo è un attentato alla famiglia tradizionale, non voglio inquinamenti con certa gente – tuona proprio l’ex sindaco Giancarlo Gentilini -. Chiedo al vescovo di prendere una posizione netta ci sono stati troppi silenzi in passato, dia un segnale. Altrimenti significa che qui a Treviso si divulga un Vangelo diverso, il Vangelo di Stalin». Gli fa eco il capogruppo della Lega Nord Sandro Zampese : «Non c’è bisogno di una carnevalata per affermare diritti che già esistono».

Tags: ,