Venezia, sanzioni da 800 mila euro per ecoreati

Ad oggi, nel solo 2015, in provincia di Venezia sono state elevate sanzioni per quasi 800mila euro in base ad irregolarità di tipo ambientale. Il dato è emerso oggi nella sede della Provincia di Venezia, dove il Commissario Cesare Castelli e il Procuratore aggiunto Adelchi d’Ippolito hanno illustrato il successo dell’attività tra comuni, enti pubblici in genere, forze dell’ordine a tutti i livelli e la stessa Procura per contrastare il fenomeno della gestione illegale dell’ambiente, dai rifiuti all’abusivismo, dall’inquinamento alle mancate bonifiche. Il tutto anche alla luce della nascente Città Metropolitana. Il dato parziale del 2015 si dimostra – è stato detto – non solo in linea ma superiore alle aspettative sugli aspetti repressivi con relativo sanzionamento rispetto al 2014, che si era chiuso con quasi un milione di euro recuperato per danni ambientali, a fronte del poco più di 1,5 milioni del 2013 da quando l’operazione congiunta ha avuto avvio.

Per Castelli l’iniziativa, unica in Italia, «si è dimostrata fondamentale e lo sarà ancora di più con la nuova legislazione sugli ecoreati, permettendo di incrociare i dati e le informazioni dei vari soggetti consentendo così alla Procura, avendone “notizia”, di agire tempestivamente passando dal sistema sanzionatorio a quello delle multe e del procedimento penale». L’organizzazione del lavoro, ha ricordato il Commissario, è organizzato per temi e permette di avere informazioni puntuali sul contrasto al consumo del suolo, gli abusi edilizi, la gestione e circolazione dei rifiuti fino a spingere sulle bonifiche ambientali. «Uno strumento – ha concluso Castelli – che se oggi serve per reprimere in futuro dovrebbe servire da monito e deterrente nel rispetto di norme e leggi».