Bassano «no a lavori socialmente utili a profughi»

I 33 migranti ospiti a Bassano, affidati all’associazione onlus «Casa a Colori», seguono corsi di italiano e di panificazione ma per la maggior parte del tempo restano inattivi. Per questo motivo il Comune ha pensato di impegnarli in piccoli lavori nei quartieri, a supporto dei volontari che tengono puliti e in ordine gli spazi pubblici o sono impegnati nell’organizzazione di eventi. Nicola Finco, riconfermato consigliere regionale bassanese, non è d’accordo: «sono persone che non conoscono la lingua e non sono integrate nel tessuto sociale locale. Come possiamo coinvolgerle in un contesto a contatto diretto con la comunità? Chi li segue? Chi insegna loro cosa e come fare? I volontari dei quartieri? La municipalità dovrebbe pensare ad altro. Il problema dei rifugiati sta sfuggendo di mano alle istituzioni e Bassano dovrebbe premere, come stanno facendo altri Comuni, affinché si trovino risposte e soluzioni efficaci ad alto livello».

Il comitato di quartiere San Vito ha già detto no al progetto (perché non necessita di braccia in più) ma gli altri 21 stanno prendendo in considerazione la proposta. Anche Erio Piva, presidente del Centro storico, ha sollevato qualche dubbio: «innanzitutto ad ottobre saranno rinnovati i Consigli di quartiere e forse sarebbe opportuno aspettare i nuovi eletti prima di decidere visto che l’intervento ricadrà sulla loro gestione. In secondo luogo, non so come e chi insegnerà a queste persone a lavorare. Sono questioni e interrogativi aperti, che vanno affrontati prima di prendere una decisione».

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