Zanonato: «Grecia è malata ma può guarire»

Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova, ex ministro dello Sviluppo economico e ora eurodeputato del Pd si esprime sulla faccenda Grecia-Ue. «Le rigidità che in queste settimane si sono registrate ad Atene e a Bruxelles sono state l’errore più grande che si potesse commettere, un errore da non ripetere. Anche perché il rischio contagio, specie tra i Paesi del Mediterraneo, è più reale di quel che si pensa». Zanonato ricorre ad un paragone medico per spiegare il perché la Grecia e l’Ue devono evitare in tutti i modi la scissione: «se lei ha la mano che le fa male, prova a curare la mano, giusto? Mica corre dal chirurgo a farsela amputare. Ecco, lo stesso si può dire della Grecia». Ovvio che la metafora regge solo se la mano si può recuperare. Ma se c’è il rischio che la cancrena si estenda, forse è meglio procedere con la scelta più dolorosa. Zanonato risponde: «io non penso che la situazione greca sia irreversibile, anzi, sono convinto sia possibile permettere ad Atene di far fronte ai propri debiti, pur restando nell’Unione economica e monetaria».

Il modo per salvare il salvabile è chiaro «va studiato un piano di rientro di lungo periodo. I debiti vanno onorati, ma le cifre di cui stiamo parlando non sono colossali, almeno non per il sistema Europa. Il danno provocato dallo slittamento dei tempi mi sembra ridotto».

Ma quindi la Grecia e il suo governo sono ancora affidabili? «Non c’è alcun dubbio che la Grecia sia entrata in Europa truccando i conti e che Tsipras abbia vinto il referendum facendo al suo popolo promesse che non sarà in grado di mantenere. Ma l’Europa è ad un bivio: vuol essere solo un’unione economia, la cui vita è scandita da parametri tecnici di bilancio, o vuol essere un’unione culturale e politica, un patto tra popoli uniti dalla storia?»