Io, veronese sgradito alla ‘ndrangheta

Alfano scopre l’acqua calda: a Verona opera l’organizzazione malavitosa calabrese. Sono anni che si dice. E si scrive

Ci voleva il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano (con tutto il rispetto…), per informarci di ciò che tutti i veronesi sanno. Solo un folle (o un sodale..) potrebbe negare l’evidenza: la criminalità organizzata vive e vegeta dove c’è la ricchezza, non la povertà. E Verona è terreno fertile.

Del resto, della ‘ndrangheta a Verona e di certe imprese aventi “strane” vicinanze avevo scritto per primo ed in tempi non sospetti (più di due anni fa) sul mio blog www.veronapulita.it parlando in particolare di So.Ve.Co. e del suo socio occulto Papalia, che a Verona avevano fatto man bassa di appalti pubblici comunali e guarda a caso ristrutturato proprio l’attico dell’ex-ex vicesindaco Vito Giacino.

Poi intervenne Report rivelando i retroscena inquietanti del rapporto Verona-Calabria, in particolare con Vrenna e la famiglia Giardino, di origine crotonese ma stabilitasi da anni a Verona, rispetto alla quale la trasmissione della Gabanelli ha parlato di rapporti, su cui hanno raccolto materiale i Carabinieri, col dimissionato assessore Giorlo (che questi e il sindaco Tosi hanno sempre negato e negano).

Per tutto questo mi sono attirato le ire e le diffide dei governanti locali ed in particolare dell’ex-ex vicesindaco Giacino (condannato poi dal Tribunale di Verona a 5 anni per corruzione), qualche querela e soprattutto le “attenzioni” non proprio amichevoli del sodalizio criminale, con radici a Crotone e fiorenti ramificazioni a Verona, per “aver scritto qualche blog di troppo”.

Quando parliamo di ‘ndranghetisti parliamo di gente che non scherza e non teme nulla. Proprio come quella politica che avrebbe avuto con loro una liason dangereuse. Chissà se le inchieste ci riserveranno qualche sorpresa, prossimamente.