BpVi e Veneto Banca, graticola grillina

Fronte comune di consumatori e senatori 5 Stelle: sit-in e denunce giudiziarie in vista

I senatori del M5S lanciano un’offensiva ad ampio raggio sul caso di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza, il cui taglio nel valore delle azioni sta scatenando da mesi le ire di migliaia di azionisti. Ieri a Palazzo Madama a Roma c’è stato un primo briefing con i vertici nazionali di alcune associazioni dei consumatori, a partire da Adusbef. Oggi a mezzodì i senatori Gianni Girotto di Treviso, Enrico Cappelletti di Vicenza e Giovanni Endrizzi di Padova (nel gruppo c’era pure, sempre per i Cinque Stelle, il senatore campano Andrea Cioffi) si sono trovati a Palazzo Trissino, sede del comune di Vicenza, per un nuovo incontro con i rappresentanti dei consumatori veneti. Per l’Unione titolari azioni svalutate di BpVi c’erano il portavoce Maurizio Dalla Grana accompagnato dal consulente legale, l’avvocato Renato Bertelle. E ancora c’era il referente veneto del Movimento difesa del cittadino Matteo Moschin con Elena Bertorelli, rappresentante per la casa del Consumatore per Vicenza e Schio. Con loro anche Altroconsumo, rappresentato dall’avvocato Enrico Schenato. Con loro una pattuglia tra attivisti, del M5S, specialisti in materia contabile e bancaria, consulenti finanziari: segno che la sfida lanciata ai board delle due banche sta salendo di livello.

«La situazione è grave – spiega Girotto – perché i top manager di Veneto Banca e BpVi sono riusciti a sporcare un’idea nobile, quella che soggiace alla base delle popolari. E che dovrebbe reggersi su criteri mutualistici tanto nobili quanto condivisibili». Girotto nel suo excursus ha raccontato nel dettaglio le tappe percorse dal M5S che fra segnalazioni, intterrogazioni parlamentari ed esposti anche in sede penale «sta cercando di fornire una sponda a quei piccoli azionisti che in questo momento si sentono smarriti». Gli ha fatto eco la Bertorelli, che ha lamentato il silenzio delle «altre forze politiche». Quest’ultima per di più ha annunciato un sit in di protesta per il 20 luglio sotto la sede della Popolare di Vicenza, che sarà preceduto da un altro in Piazza Castello, sempre a Vicenza, domani sabato 11 luglio dalle 9 alle 13. «Stiamo raccogliendo le segnalazioni tanti azionisti che sono disperati per avere perso i risparmi frutto della fatica di una vita». La Casa del consumatore ha lanciato sul dossier della Popolare di Vicenza, una pagina facebook (pagine che crescono di numero settimana dopo settimana) «che ormai ha raggiunto 800 utenti».

La partita però non si limita alla ricerca di una mediazione con gli istituti di credito. C’è chi si spinge oltre. «Ci sono ampi margini per agire penalmente per aggiotaggio e truffa», tuona l’avvocato Bertelle che, se supportato dai parlamentari pentastellati, si dice pronto a redigere una serie circostanziata di denunce al tribunale di Vicenza. Non molto distante è la posizione del senatore Cappelletti, che ha sottolineato un aspetto particolare: «se i vertici di BpVi non si sono accorti delle condizioni che hanno portato al taglio del valore delle azioni dell’istituto di via Framarin è grave perché ciò significa che la banca è stata gestita Dio solo sa come. Se invece sapevano e hanno taciuto allora la cosa è più grave». Cappelletti e Girotto hanno indirizzato un monito nemmeno tanto tenero alla Procura della Repubblica di Vicenza in relazioni ai vari esposti che sono stati indirizzati riguardo la BpVi. «Chiediamo una risposta. Vorremmo sapere – rimarcano i due – a quali risultati siano giunti gli uffici giudiziari berici» sottolineano i senatori facendo riferimento alle segnalazioni inoltrate negli anni anche da Adusbef.