Padova, Sgarbi ospite al Pride Village

Vittorio Sgarbi, questa sera alle 21 al Pride Village a Padova, è la star che parlerà di “Arte e omosessualità” ed esordirà con il botto: «Giotto era gay, ne ho le prove». Si prospetta una serata con le scintille come anticipa Sgarbi al Mattino: «non so bene perché mi abbiano invitato, ma ho buoni precedenti: sono stato cacciato dalla Moratti da assessore alla cultura di Milano per aver proposto la controversa mostra “Vade retro. Arte e omosessualità”; sono stato il primo politico di centrodestra a partecipare al Gay Pride di Roma e la cosa fece scalpore; ho scoperto per primo Luxuria che batteva, negli anni Novanta, dietro Cinecittà. Sono stato il primo a conoscere la transessuale Eva Robins trenta anni fa. Infine sono stato costretto a rinunciare a presentare il dopo festival di Sanremo nel 2003 perché avevo annunciato la presenza di Cossiga e Cristina Bugatty, celebre travestita d’inizio anni Duemila».

Sgarbi dice la sua anche sulla politica padovana: «su Bitonci non ho nessun pregiudizio. Anzi. L’ex sindaco, Flavio Zanonato non mi è sembrato una figura rappresentativa per la città. Aveva un’ideologia di sinistra ma ostaggio di una visione paraleghista. Questo è un bravo sindaco. C’è la Lega di Bossi, poi quella di Maroni e infine quella del Veneto, quella catto-comunista: democristiani che si chiamano leghisti. Mi piacciono il governatore Luca Zaia e il sindaco di Verona, Flavio Tosi. E così Bitonci: è un bravo sindaco che cerca di proteggere le garanzie della sua città. L’apertura ai migranti, per esempio, è una minaccia. Si comporta come un democristiano moderato che difende la sua città e di sicuro è più risoluto di Zanonato e della Destro».

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