Tav a Vicenza? Fra 30 anni. Forse

L’iter procedurale é chiaro e non ammette scorciatoie, le risorse sono incerte: una risposta indiretta a De Stavola

La calura estiva consente di essere generosi quando si leggono articoli che riguardano il progetto alta velocità a Vicenza. L’ennesima sfilza di affermazioni da staterello berico autonomo che deroga alle regole che disciplinano le procedure per approvare opere finanziate dallo Stato e classificate come strategiche. Ho trattato più volte quest’argomento citando articoli, commi e capoversi di leggi dello Stato e di direttive europee. Il motivo della ripetizione ancora oggi  di una “non procedura” incongrua, illogica, illegittima va solo ricercato nell’esigenza di marketing di studi d’ingegneria. A questo si aggiunga il narcisimo amministrativo dei cattocomunisti locali, che nel delirio falsamente efficientista propalano patacche che prescindono dai dati di realtà, che ognuno può leggere nei documenti del governo e della Banca d’Italia.  I riferimenti sono l’allegato infrastrutture al documento di economia e finanza (Def), il bilancio dello Stato e i vincoli comunitari, mentre di Banca Italia è quello intitolato “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”.

Il 29 giugno l’UE ha concesso fondi per le opere comunitarie co-finanziate nell’ambito del Cef (Connecting Europe Facility). 2 i miliardi concessi all’Italia, che per il 90% sono destinati alla galleria di base del Brennero, l’alta velocità Torino-Lione e il potenziamento tecnologico e infrastrutturale della Chiasso-Milano. Altri finanziamenti riguardano il corridoio Rotterdam/Genova e l’interporto di Padova. Addirittura la Pedemontana veneta a corto di soldi dovrebbe continuare lavori solo se JP Morgan organizzerà il finanziamento di project bond con procedura rimandata a settembre. Nell’allegato infrastrutture del 2014, nel Contratto di Programma sottoscritto dall’ex ministro Lupi con Rfi e nella Nota di aggiornamento al DEF di ottobre il costo della tratta Vr/Pd era di 6051 mln di euro. Nell’Allegato Infrastrutture di Del Rio il costo diventa di 5402 mln di euro con una diminuzione di 649 mln di euro. Il motivo? La versione ufficiale è che per rispettare gli impegni con Bruxelles sono stati rivisti gli investimenti  in conto capitale. Sarà proprio il progetto di Vicenza, forse realizzato tra 30 anni, a essere stato eliminato?

Relativamente a conferenza dei servizi, flussi di traffico e baggianate varie osservo che: a) la conferenza si fa su un progetto accompagnato da uno studio di impatto ambientale (SIA) sul quale cittadini e associazioni partecipano attraverso le osservazioni e comunque il Comune viene solo sentito; b) i flussi di traffico vanno certificati con perizia giurata nei quadri, che accompagnano il SIA. Altro che 1 milione di passeggeri! In proposito basta vedere cosa è successo sulla Torino-Milano: errore nella stima passeggeri per milioni di unità e calcolati prima della crisi economica.
Nella Gazzetta Ufficiale n°57 di marzo viene riconfermata la delibera 94 del progetto 2006 con tutti in parametri di progetto ovvero velocità a 250 km/h e alimentazione a 25 Kv. Questo smentisce i vari soggetti istituzionali e non su velocità a 200 Km/h e tensione a 3 Kv. Appaiono irresponsabili le dichiarazioni di soggetti che non hanno nessuna funzione nel procedimento di approvazione dell’opera e che generano apprensione ed eventuali danni patrimoniali a quanti potrebbero essere interessati dagli espropri o vivere ai lati di una linea frutto di un “non progetto”.

Alla fine il ruolo dell’informazione io credo dovrebbe essere quello di riportare fatti riscontrabili e quadri procedurali coerenti con le norme di legge. Diversamente si creano atmosfere virtuali che generano solo danni alle persone e alla qualità delle nostre istituzioni, già fortemente delegittimate da scandali e ruberie varie. L’esempio del Mose ne è purtroppo proprio in Veneto l’esempio devastante.