Immigrazione, Gentilini: «disertori, non profughi»

Giancarlo Gentilini senza freni in Consiglio comunale. «Non chiamiamo profughi chi sta occupando il nostro territorio. È un falso storico. Io i profughi veri li ho visti nel 1945, arrivavano dall’Istria, dalla Dalmazia e dal Peloponneso. Questi non so cosa siano, forse servono ad alimentare un business a vantaggio di cooperative e della Caritas, mani che hanno aperto il vaso della marmellata che avevo chiuso da anni. Questi hanno avuto la possibilità di spendere tremila dollari per venire qui, sono disertori del loro popolo! Dovevano combattere e resistere nei loro paesi».

Subito la replica dei colleghi di maggioranza. Stefano Pelloni (Pd) ha prima definito «vergognoso» l’intervento dell’ex sindaco di Treviso e ha poi invitato a riflettere sulle vere dimensioni del fenomeno profughi in Veneto. «L’accoglienza diffusa è l’unica vera soluzione – spiega Pelloni al Gazzettino – e i numeri di questo fenomeno non devono preoccupare, a patto che non si solletichino le paure dei cittadini». Durissimo Said Chaibi (Sel), che ha attaccato i consiglieri leghisti presenti a Quinto nei giorni di tensione della settimana scorsa .