Venezia, al via progetto rigassificatore

Venezia punta sul metano. L’Autorità portuale sta sviluppando due progetti paralleli per l’utilizzo di Lng (gas naturale liquefatto) a Marghera. Il primo, il progetto Ue Gainn (vi aderiscono anche i porti di Genova, La Spezia, Livorno, Augusta, Ancora e Ravenna), vale complessivamente oltre 13 milioni di euro e punta a creare un terminale logistico con stazione di rifornimento per mezzi nautici e terrestri (autotrasporto), oltre a progetti di riconversione della motorizzazione di alcune imbarcazioni, come un rimorchiatore a Lng. Oltre ai costi ridotti, rispetto al gasolio l’Lng abbatte del 20% le emissioni di anidride carbonica e del 70-80% gli ossidi azoto, mentre sono completamente assenti le emissioni in atmosfera di biossido di zolfo e di polveri sottili.

Il secondo progetto punta invece sulla costruzione del primo prototipo di una serie di navi semi-affondanti. Lo realizzerà Rimorchiatori Riuniti Panfido grazie a un cofinanziamento Ue da 9,7 milioni (sui 53,2 complessivi). Ideate dall’inglese Bmt-Titron e capaci di portare 384 container ciascuna, le navi serviranno a collegare il futuro terminal offshore di Venezia a quelli di terra (Marghera, Chioggia, Porto Levante e Mantova). La realizzazione del prototipo, che sarà ultimata nel 2017, è inserita all’interno del progetto Ue Poseidon Med II e sarà affidata ai cantieri San Marco della Spezia. La nave sarà dotata di sistemi all’avanguardia per ridurne sensibilmente l’impatto ambientale in laguna. Il carburante Lng arriverà con navi gasiere e successivamente distribuito ai mezzi navali e terrestri.