Escort ultima versione: le “spritz-squillo”

Ragazze normali, appena maggiorenni e disinibite fanno sesso occasionale per arrotondare. Senza patemi d’animo

Carla compie due tre giri del parcheggio di un bar alle porte della città del Santo, dove mi sta aspettando assieme alla persona che mi ha messo in contatto con lei. Parcheggia lo scooter e si toglie il casco, da cui esce un bel viso regolare incorniciato da lunghi capelli castani. Il trucco deciso le dà qualche anno in più dei 20 anni tondi che stanno scritti sulla sua carta di identità. Ma la cosa è voluta. Sempre sulla sua carta sta scritto che fa la studentessa. Ed è vero perché frequenta il secondo e ultimo anno di un corso post-diploma di assistente alla gestione delle vendite. Viene da una famiglia della provincia di Padova, in cui babbo e mamma lavorano tutti e due da impiegati. Nessun lusso, al massimo qualche minuscola agiatezza sopra la media. In realtà, alla voce professione potrebbe essere tranquillamente riportata la dicitura prostituta. «Usa tranquillamente il termine puttana – mi dice sorridendo Carla, nome di fantasia e chi scrive ha dovuto insistere perché lo fosse – io non mi vergogno, a patto che mi lasci raccontare questa parte della mia vita».

PROSTITUTA DA BAR
La donna che ci ha messi in contatto è una assistente sociale del Padovano che da diversi mesi fa aveva scoperto alcune situazioni familiari «borderline che potevano fare pensare anche ad episodi di prostituzione minorile. Poi tra un colloquio e una chiacchiera – sottolinea la psicologa comunale – ho acceso i riflettori su questa realtà particolare»: ragazze che provengono da famiglie normali (per quel che vale questo termine) assolutamente non disagiate, che di tanto in tanto forniscono prestazioni sessuali a pagamento. «Loro – spiega l’assistente sociale – si definiscono le spritz-squillo. Perché è al momento dello spritz che adescano i clienti. E lo fanno non sempre, ma solo quando hanno bisogno o voglia di un po’ di soldi, specie d’estate; così si piazzano in alcuni bar della provincia di Padova, Vicenza e Treviso. Si siedono e senza ammiccamenti particolari aspettano. Tanto poi prima o dopo arriva qualcuno». Tipicamente uomini tra i trenta e i cinquanta. E «ovviamente», per fare colpo, il look ha la sua parte. Ma senza esagerare.

“GIRO IN GIOSTRA”
«Credo di avere un bel culo e delle belle gambe anche se non sono per niente alta – sorride Carla – ma un paio di shorts ultracorti mi mettono in evidenza la coscia quando parcheggio lo scooter e già dal qual momento mi accorgo se c’è qualcuno che possa essere interessato ad un giro in giostra». La ragazza chiama in questo modo le prestazioni sessuali con i clienti. «In quel contesto – racconta Carla – prendo un primo contatto. Ci si risente uno o due giorni dopo e si va in qualche albergo dove ognuno lascia il suo documento. È una cosa che mi dà sicurezza e se alla persona non va bene ognuno va per la sua strada».

MASCHI IMBRANATI
L’assistente sociale per mesi ha parlato con diverse ragazze come Carla per appurare che alle loro spalle non lucrasse un racket: «Quando una è maggiorenne e consenziente, seppur giovanissima, non possiamo fare nulla». E Carla questo lo sa. «La prima volta che mi sono fatta pagare è stato ad una festa di scuola. Una mia compagna, che poi fa più o meno ciò che faccio io, mi ha detto che un ragazzo che frequentava il nostro istituto era disposto a pagarmi 200 euro per un pompino. Scrivi pure questa parola – insiste Carla – perché è quella che ho usato in quella occasione. In realtà poi ho saputo che era stata la mia amica a proporgli la cosa per vedere se io fossi disposta o meno ad arrivare fino a lì. Lui – racconta ancora Carla – è il classico ragazzo di famiglia molto agiata. Simpatico, anche carino, ma un pelo imbranato. Quella sera gli ho fatto un bel massaggio sulla schiena e poi l’ho baciato a lungo proprio lì. Da allora ogni due mesi ripetiamo il trattamento. E la cifra è salita a trecento euro. Ma gli ho detto che se si mette assieme ad una la cosa si tronca perché lui non è uno di quelli che becchi una volta al bar e poi chi s’è visto s’è visto. Lui lo conosco, è una persona a modo e quando troverà una ragazza che gli piace è giusto che stiano per conto loro. Sarà ipocrisia la mia, ma io mi sento meglio così».

VITA NORMALE
In realtà questa idea di volare basso è una costante dei discorsi di Carla. Che dice di non amare i vestiti di marca («ti puoi tappare da super gnocca comprando una mini gonna o un paio di scarpe coi tacchi altissimi su Ebay o al mercato sotto casa») di non amare troppo la discoteca, preferendo le serate al bar con amiche o amici. Questi ultimi ovviamente non sanno nulla della sua doppia vita, mentre solo un paio di amiche che di tanto in tanto arrotondano allo stesso modo sono a parte di un segreto che è sconosciuto anche ai genitori. Carla ha già lavorato «in un call centre, come promoter per un operatore telefonico e come commessa in un negozio di abbigliamento dove ho acquistato con lo sconto un bel po’ di tutine per andare in mountain bike. La mia passione assieme a qualche libro giallo e ad un po’ di palestra».

ARROTONDARE
Spese che ha potuto permettersi anche con gli extra ottenuti con i clienti maschi. «E con due donne mature molto rifatte e molto provocanti che mi hanno proposto un gioco a tre dopo avermi incontrata in palestra. Alla fine – rimarca la ragazza – ogni mese incontrerò sì e no 3-4 clienti. Raramente ho rapporti completi, anche perché preferisco io stessa dare e ricevere sesso orale. Che mi permette di giocare di più con la fantasia di chi sta con me. Sia che si tratti di un cliente che di uno o una con cui vado perché mi piace».

E IL RAGAZZO?
Ma nel futuro di Carla c’è un ragazzo? «Il ragazzo c’è già stato e mentre ero assieme a lui non ho fatto sesso con nessun altro. Non gli ho detto nulla di ciò che facevo. Ma la storia è finita perché non c’era grande affinità. In futuro non lo so. Potrei pure sposarmi o convivere. Però è difficile che direi al mio compagno ciò che ho fatto in passato anche se quando sono insieme ad un altro tendenzialmente sono fedele. Nel breve periodo comunque voglio finire gli studi, inziare a lavorare e mettere a posto il mini dove viveva la nonna prima che ci lasciasse. Non mi interessa trovarmi un compagno col macchinone o con la villa. Voglio una vita semplice. Qualche viaggio, un po’ di libri, qualche bicchiere di prosecco con gli amici, la bici un po’ di pilates in palestra. Non mi piace Facebook anche se non mi dispiacerebbe diventare una Youtuber famosa che dispensa consigli su massaggi e coccole piccanti magari all’interno della comunità Asmr (un vero e proprio fenomeno nato negli Usa, appunto su Youtube, il cui principio fondante è quello per cui parole sussurrate e suoni dolci ripresi con una tecnica audio dedicata combattano lo stress di chi viene fatto oggetto di tale pratica di rilassamento, anche mediante massaggio, ndr)». L’assistente sociale, che pure chiede l’anonimato, conferma che anche le altre amiche del «giro di giostra» hanno scelto il binario della «escort a bassa intensità».