Sarego, un’Assunta imperdibile

La tradizionale mostra di arte contemporanea si conferma appuntamento di qualità. In particolare, le incisioni della Modolo

La Mostra dell’Assunta, come popolarmente è chiamata l’esposizione annuale aperta alle scuole elementari di Sarego nel Vicentino dall’1 al 15 agosto, si distingue dalle varie manifestazioni estive analoghe della nostra provincia per la serietà della sua storia, giunta ormai al trentunesimo capitolo.
Da sempre saldamente governata dal suo ideatore, la mostra ha goduto dell’appoggio di tutte le amministrazioni comunali succedutesi negli anni, di qualunque colore politico e nonostante le differenti predilezioni. Hanno così esposto a Sarego nomi di rilievo, conosciuti ben oltre i nostri confini, Alberto Gianquinto, Ennio Finzi, Eugenio Carmi, nonché alcuni tra i più interessanti artisti vicentini, come Neri Pozza, Laura Stocco, Nereo Quagliato. Nessuno di loro si è mostrato dubbioso, partecipando senza problemi ad un evento che probabilmente non troverà riscontro nei manuali della Storia dell’arte scritta in lettere maiuscole. Merito dei sentimenti di stima e amicizia verso il curatore storico Giuliano Menato, ma  anche della capacità, non secondaria nelle persone di valore, di sentirsi a proprio agio pure in situazioni modeste.

L’arte contemporanea a Vicenza si fonda in grandissima parte sul nome degli artisti locali passati a Sarego: essi rappresentano la sostanza di una realtà culturale degna di attenzione assai più di quanto ricevuto a tutt’oggi. Perciò, nei nostri smemorati giorni di obbligata euforia per grandezze spesso illusorie, con ovvio accompagnamento di chiacchiere sul nulla e di variopinte piaggerie, è apprezzabile che un piccolo centro mantenga una tradizione intelligente e di buona volontà, cercando di avallare il minor numero possibile di croste, come invece avviene  un po’ ovunque.

L’edizione 2015 aggiunge all’elenco la firma di Bonizza Modolo. L’artista è conosciuta e stimata da tempo soprattutto nel campo dell’incisione, dove ha raggiunto spesso risultati eccellenti, che le sono valsi riconoscimenti e premi a livello non soltanto nazionale. Si dedica però con assiduità e impegno anche alla pittura: e  in veste di pittrice è presente a Sarego, con un congruo numero di dipinti recenti assieme ad alcune incisioni, utili per un confronto critico tra i suoi talenti. Che sono molti e ampiamenti provati. Sin dagli esordi infatti la Modolo ha dimostrato di saper dare forma, attraverso strumenti e con modalità diverse, alla forza delle proprie molteplici motivazioni interiori. La sua espressività si radica in un humus sentimentale ricco di fermenti, ma egualmente nel costante controllo di sé e dei propri mezzi, che da un lato modera la dialettica contrastiva del rapporto tra le ombre e le luci, il bianco e il nero della sintassi incisoria, orientandone il flusso entro un tessuto segnico vigoroso e nitido; dall’altro frena l’esuberanza gestuale, ne mitiga e addolcisce gli eccessi.

Quanto sia apprezzato il variegato corpus d’incisioni della nostra artista è cosa nota. Le opere esposte a Sarego forniscono ora un valido documento anche della sua interessante evoluzione pittorica, giunta a nuovi felici passaggi. L’imperiosità del gesto si è andata dissolvendo e si è sdrammatizzata la gamma cromatica, lasciando spazio a una pittura d’atmosfera, di colori limpidi e chiari, arricchiti sovente da trasparenze dove levitano in filigrana forme toccate da leggere vibrazioni. Qualche traccia filiforme di colore deciso evidenzia  infine l’armonica articolazione dei piani. Non è facile trovare nei nostri pittori-incisori di oggi un’eguale cura nell’utilizzo di mezzi linguistici tanto differenti, una sintesi espressiva dagli esiti non di rado sorprendenti.