Croce (Verona Pulita): mi candiderò contro Tosi

L’ex presidente Agec dà l’annuncio: ci sarò con la mia civica. «Il sindaco dovrebbe dimettersi. Verona mai stata così isolata»

L’avvocato Michele Croce fino al 7 novembre 2012 presiedeva l’Agec, l’azienda di gestione degli immobili comunali di Verona. Da sostenitori del sindaco ex leghista Flavio Tosi, negli anni a seguire ne è diventato un critico feroce. Lo diventò già quand’era in carica, e fu lui a innescare con esposti e denunce le vicende giudiziarie che hanno fatto condannare l’ex vicesindaco Vito Giacino e i vertici dell’Agec. Impegnato nel dibattito scaligero con il blog Verona Pulita, ne ha fatto un’associazione che si proporrà anche come movimento politico. A settembre partiranno le iscrizioni e in autunno verrà distribuito un libretto-manifesto con le idee. Obiettivo: le elezioni comunali. Con lo stesso Croce candidato sindaco. In questa intervista lo annuncia per la prima volta. E commenta gli ultimi fatti della politica veronese.

Il caso Esselunga si sta rivelando il banco di prova per la tenuta della maggioranza di Tosi a Verona. Nel merito della questione, ha ragione chi difende il piano o chi lo critica?
Si vuole aprire l’ennesimo ipermercato in città, in una zona (Verona Sud) dove già ne sorgeranno di mastodontici alle ex Cartiere, alle ex Officine Adige, tutto a scapito delle realtà commerciali ed artigianali presenti. Sono contrario, così come la Regione Veneto che finalmente con la recente legge sul commercio ha fortemente limitato le nuove aperture di queste mega strutture. Si tolgono poi spazi essenziali ai parcheggi della Fiera di Verona, che deve espandersi e non ridursi.

La motivazione più bassamente politica dello scontro è che le frange dissidenti della maggioranza si accaniscano sul caso perché in realtà sono scontente delle nomine nelle partecipate. Insoma, sarebbe solo una partita di poltrone. E’ così? E se sì, come giudica le singole nomine?
La maggioranza di Tosi in Comune si sta sciogliendo come neve al sole. Tutte le delibere sono in bilico ed il Consiglio è fermo da mesi. Io sono ottimista, e spero che i consiglieri tosiani ritrovino ogni tanto sprazzi di orgoglio e dignità e si rifiutino di votare delibere abominevoli, tipo quella del cimitero verticale o della Esselunga. Altri pensano che i voti contrari siano conseguenza delle nomine non condivise negli enti. Io posso solo dire negli enti partecipati dal Comune di Verona, società che gestiscono servizi essenziali, che operano sul mercato e che fatturano centinaia di milioni di euro l’anno (Agsm, Amt, Amia, ecc.), è stata nominata gente che non brilla certo per capacità e competenze: nessun curriculum, nessuna esperienza specifica, nessun titolo. Niente di niente. Parliamo del coordinatore del partito di Tosi, dei trombati alle recenti elezioni regionali, delle segretarie delle liste elettorali, dei figli dei politici amici, ecc.

Esattamente come lei, Sboarina, dell’associazione Battiti, ha chiesto a Tosi di mantenere la promessa (o passa l’Esselunga o tutti a casa) e di dare le dimissioni. Esiste un reale pericolo che Tosi cada, al di là della polemica? In commissione, sempre sull’Esselunga, ha tenuto.
All’ex assessore di Tosi Federico Sboarina do (con un po’ di sorpresa) il benvenuto, dopo tre anni di vacanza dal confronto sui problemi della città. Sulle dimissioni sono certo che non le darà: Flavio Tosi è persona che vive da sempre di politica, non ha fatto altro nella vita né sa fare altro, lascerà la poltrona di sindaco o perché vi sarà costretto o perché qualcuno gli offrirà una poltrona più comoda.

Ma non è che è tutta una sceneggiata, e alla fine Tosi supera il momentaccio?
Tosi non si é mai trovato così in difficoltà. Tanto che è stata e sarà necessaria la sua presenza in consiglio, per imporre la sua volontà. Cosa che prima non succedeva. Ce la farà, questo sì, ma con la forza. Non la persuasione.

Lei, ex presidente Agec e anti-tosiano di ferro, appartiene al campo di centrodestra. Come pensa di costruire un’alternativa a Tosi in quest’area, con la sua associazione “Verona Pulita”?
La vicenda Agec, con gli arresti, i patteggiamenti e le condanne, è un pezzo di storia della città: io, da presidente, denunciai il malaffare che lui, da sindaco, cercò di minimizzare e non vedere. Michele Croce e Verona Pulita non appartengono ad uno schieramento politico, sono alternativi ai partiti politici. Parliamo a tutti i settori della società civile. La nostra è una rivoluzione culturale: crediamo nello studio, nel lavoro, nella professionalità e le vogliamo esportare nel Comune e negli Enti, dedicando una parentesi di vita alla città. Basta professionisti della politica. Avanti con i cittadini nella politica.

Una rivoluzione culturale, se vuole prendere voti, deve tradursi in politica. E quindi posizionarsi. Aspettate di vedere cosa fa la Lega, ad esempio?
No, no, no. Una rivoluzione culturale si traduce in proposta politica. Siamo già registrati come movimento, e alle prossime comunali ci presenteremo con una nistra lista civica che potrà allearsi con altre civiche, ma in alternativa ai partiti. A tutti i partiti, di centro di destra e di sinistra.

Nel Pd veronese alcune sirene cantano a favore di un’alleanza con Tosi. E’ una prospettiva credibile?
E’ un percorso, quello di una possibile alleanza del Pd locale con Tosi, inconcepibile per chi come loro è all’opposizione ed ha conosciuto da vicino il sistema Tosi. Non so se sia una prospettiva credibile, sono certo che non porterà da nessuna parte: i veronesi non sono fessi.

In Veneto, Tosi ha un ottimo rapporto col sindaco e presidente della Provincia di Vicenza, Variati. Mentre ne ha uno pessimo, per evidenti motivi, con la Lega, cioè con Zaia in Regione e Bitonci a Padova. Che ruolo ha Verona in Regione, attualmente, secondo lei? Si veda ad esempio il caso Fiere, con quella veronese in guerra frontale contro quella padovana.
Per vari motivi, anche storici e geografici, Verona è sempre stata un po’ ai margini delle logiche di sviluppo regionali, incentrate maggiormente sul triangolo Venezia-Padova-Treviso. Il caso Fiere è le lotte anche legali in corso è emblematico. Dubito peraltro che ci saranno dei cambiamenti nel prossimo futuro, almeno fino a quanto Tosi rimarrà sindaco di Verona.

Qualcosa di buono Tosi l’avrà fatto, in tutti questi anni. Mi fa un esempio?
Ha iniziato il primo mandato con una grande operazione di pulizia materiale, eliminando i campi abusivi di Rom, ad esempio.

Sì, ok, ma negli ultimi due anni e mezzo, dopo la sua rottura con lui?
Negli ultimi due anni e mezzo credo si sia limitato a portare avanti le grandi opere come traforo e filobus. Anzi, a voler iniziarle, visto che sono ferme. Ha dimenticato completamente l’ordinaria amministrazione per fare il politico nazionale. Prima era un sindaco che faceva il sindaco, da un bel po’ non lo è più.

Insomma proprio non trova neppure una cosa che sia una, di positivo, nell’ultimo Tosi.
No, onestamente non trovo un motivo per cui dovrei essere orgoglioso della Verona degli ultimi anni.