Italia batte Germania nella chimica verde

L’Italia si aggiudica il primo posto nel campo della chimica verde, battendo tedeschi e olandesi. Ad assegnare questo prestigioso riconoscimento ci ha pensato l’Unione europea assegnando al Belpaese 17 milioni di euro per sostenere la ricerca sulle bioraffinerie. L’unico progetto finanziato è italiano, si chiama “First2run” e punta a dimostrare la sostenibilità economica, tecnica ed industriale dell’uso di colture che non richiedono irrigazione né pesticidi per ottenere oli vegetali e realizzare biolubrificanti, cosmetici, bioplastiche. L’impianto di Matrica, in Sardegna, usa il cardo come materia prima: pianta con poche pretese, si accontenta dell’acqua piovana e non ha bisogno di fertilizzanti o fitofarmaci.

«La bioraffineria è un concetto che rivoluziona il quadro economico e ambientale perché permette di adoperare materie prime povere in un ciclo di produzione a cascata in cui si utilizzano via via gli scarti della lavorazione precedente. In questo modo si ricavano consistenti benefici economici e ambientali. Inoltre si dà una grande spinta all’occupazione: per ogni mille tonnellate di bioplastica si possono creare 60 posti di lavoro», racconta Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.

 

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