Morti bianche, è strage: una vittima su 10 è veneta

Sono stati cinque mesi tragici per il Veneto: da gennaio a maggio 2015 le morti bianche registrate sono state 39 su un totale di 388 in Italia. In soldoni, una vittima su dieci era veneta. Se guardiamo il mondo femminile il bilancio è ancora peggiore: in Veneto da gennaio a maggio sono decedute 10 lavoratrici su un totale di 43 donne che hanno perso la vita in tutta la penisola. Andando nel dettaglio, sono quattro gli infortuni mortali registrati in provincia di Venezia, al pari di quelle di Padova, Belluno e Rovigo: ma la conta si ferma a maggio, mentre a luglio si sono verificati altri due casi, portando la conta a 6 nei primi sette mesi dell’anno. Treviso è, invece, la provincia più colpita del Veneto, con 9 infortuni mortali. E con le sue 8 vittime rilevate in occasione di lavoro la Marca è al terzo posto in Italia dopo Roma (17) e Milano (13). Sono 7 gli infortuni mortali registrati in provincia di Verona e Vicenza.

Ad essere maggiormente coinvolto dai drammi del lavoro è il settore delle attività manifatturiere con 8 vittime, seguito da commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione autoveicoli e motocicli e dai trasporti e magazzinaggi (5). Tre sono, invece, i decessi sul lavoro registrati nel settore dei servizi alloggio e ristorazione. La maggior parte delle vittime (15) aveva un’età compresa tra i 50 e i 59 anni; 10 gli infortuni mortali che hanno coinvolto trentenni e 7 le vittime che avevano un’età compresa tra i 40 e i 49 anni. Mentre gli stranieri deceduti da gennaio a maggio sono stati 8.

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