Città metropolitana, a destra e non “venezianocentrica”

La Città metropolitana ha i suoi consiglieri metropolitani: 11 al centrodestra, 6 al centrosinistra, 1 ai Cinque stelle. La Città metropolitana non sarà venezianocentrica, come spiega il Corriere del Veneto: 9 sindaci e soltanto 6 consiglieri sono veneziani. Gli accordi per distribuire il “voto ponderato” hanno funzionato. L’exploit lo ha fatto il sindaco di Fossalta di Piave Massimo Sensini che ha totalizzato 4.980 punti, raccogliendo voti da quasi tutti i comuni del Veneto Orientale. Ci sono poi Giuseppe Casson, sindaco di Chioggia, Massimo Calzavara, sindaco di Pianiga, Valerio Zoggia (Jesolo), Giovanni Battista Mestriner (Scorzè). Presenti i consiglieri comunali veneziani Marta Locatelli, Giorgia Pea, Alessio De Rossi e Saverio Centenario; Amedeo Bernello, consigliere a Cavarzere; Giorgio Babato, consigliere a Mirano.

E anche due scettici metropolitani come Mestriner e Sensini. E ancora, nel centrosinistra, eletti Alesandro Quaresimin, sindaco di Salzano; Andrea Cereser (San Donà); Pasqualino Codognotto (San Michele al Tagliamento); Alberto Polo (Dolo). Infine Nicola Pellicani e Andrea Ferrazzi e il grillino Flavio Berton, ex candidato sindaco e oggi consigliere a Scorzè, unico dei comuni non capoluogo ad avere una doppia rappresentanza. Il consiglio metropolitano «si riunirà per la prima seduta nello stesso giorno del passaggio di consegne tra me e il sindaco Brugnaro» spiega Castelli. Da risolvere anche il nodo delle deleghe: la Regione deve ancora decidere quali competenze della Provincia tenere per sé e quali girare al nuovo ente. Agli scettici risponde Marco Stradiotto del Pd metropolitano: «l’affluenza alle urne dimostra che c’è grande attesa e un’aspettativa concreta per garantire a un territorio importante come il nostro una svolta significativa in termini amministrativi».