Unipd al top delle italiane per efficienza di spesa

Il sito specializzato Roars (Return On Academic ReSearch) ha “ribaltato” la classifica della Jiao Tong University di Shanghai, l’Academic Ranking of World Universities 2015 (Arwu) che viene pubblicata ogni anno a ferragosto ed elenca le 500 migliori università del mondo in una lista che vede puntualmente le italiane oltre al 150 posto (con la Sapienza in testa). La classifica proposta da Roars e ripresa dal Mattino si basa sull’aggiunta di un correttivo: viene considerata, cioè, la capacità di spesa degli atenei. E in questo modo le università italiane occupano i primi posti, mostrando quindi di non essere meno efficienti di quelle straniere.

«In altre parole – scrive il sito – abbiamo calcolato quanti milioni di dollari occorrono a ciascun ateneo per conquistarsi un punto Arwu. Tra due atenei, il più virtuoso sarà quello che, a parità di punti Arwu, spende meno milioni di dollari o che, a parità di milioni di dollari spesi, conquista un numero maggiore di punti Arwu. Insomma, un ateneo sarà tanto più efficiente quanto più sarà bassa la sua “spesa per punto Arwu”. Il migliore non sarà più quello in testa alla classifica generale, ma quello che ha fatto l’uso più efficiente dei soldi spesi». In questa classifica capita che la Normale di Pisa occupi il primo posto, seguita da altri otto atenei italiani tra cui quello padovano.