Sanità, Zaia: governo fa macelleria sociale

«Dalle barricate sulle quali siamo saliti da tempo, rispondendo con sonori no ad ogni ipotesi di tagli alla sanità senza applicare i costi standard a cominciare dalle Regioni dove si spreca a mani basse, lo avevamo previsto». Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia boccia sonoramente le nuove ipotesi di tagli alla sanità emerse oggi su alcuni organi d’informazione. «Dopo i 2,3 miliardi già sfumati con il nostro voto contrario – rileva Zaia – non è finita qui, ora si vogliono recuperare i 10 miliardi che mancano alla legge di stabilità andandoli a prendere dalla salute della gente. Il Tesoro garantisce che non ci sarà macelleria sociale? È vero. Sarà peggio, perché a Roma c’è un nuovo Nerone che vuole incendiare e distruggere un diritto costituzionale come la sanità».

«Come sono abituati a fare – incalza Zaia – negheranno anche sotto tortura, ma è paurosamente reale il rischio che la sanità italiana sia stata messa sul binario che porta verso la Grecia, non verso l’Europa benchmark, verso la soglia d’investimento dedicato sotto la quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ammonisce che comincia a calare l’aspettativa di vita della gente, non verso quella dei Paesi virtuosi come l’Olanda». «Vogliono stringere la garrota su 200 esami – aggiunge Zaia – multare i medici (…) Questo è un nuovo incendio di Roma, altro che una, già ben grave di suo, macelleria sociale». «Stanno violando la Costituzione e manderanno a catafascio i livelli essenziali di assistenza previsti dalla Carta. Già che a Roma si stanno occupando di riforme costituzionali – conclude amaramente Zaia – possono risolvere tutto abolendo l’articolo della Costituzione che sancisce l’assistenza sanitaria universalistica perché di non rispettarlo lo hanno deciso da tempo».