Rovigo, forze dell’ordine: suicidi in aumento

Il disagio delle forze dell’ordine aumenta di giorno in giorno, come spiega Rovigoggi: assenza di protocolli operativi, orari impossibili, condizioni di lavoro inadeguate e mancanza di gratificazioni economiche. La denuncia arriva da Demis Scarpecci, segretario provinciale di Ugl Polizia di Stato, una delle sigle della galassia sindacale degli “uomini in blu”. La situazione è preoccupante: i numeri dei suicidi si aggiornano quasi quotidianamente. Anche in Polesine ci sono stati casi recenti (il massacro di Porto Viro, con due carabinieri morti in caserma) e meno (un paio di morti nelle file della Polizia, anche se datate ormai qualche anno fa).  Carpecci spiega a RovigoOggi: «il problema nasce dallo stress quotidiano che per chi veste una divisa spesso funge da miccia per gesti estremi. A questo, poi si aggiunge quello del lavoro, che nel nostro caso è motivato dal fatto di dover prendere decisioni spesso irrevocabili e non senza conseguenze del tutto soli e in una frazione di secondo».

Scarpecci punta il dito contro l’assenza di protocolli operativi chiari: «sapere di poter opporre un determinato tipo di reazione per ogni tipologia di intervento eviterebbe ad esempio eccessi in situazioni limite come le risse, l’ordine pubblico o gli stessi Tso e permetterebbe anche di evitare di lasciare “al caso, al destino, alla volontà di Dio” il fatto di tornare a casa la sera dopo il lavoro o di essere indagati o meno». La legislazione è di certo datata e l’assistenza al personale in servizio praticamente nulla: solo da quest’anno sono state istituite commissioni ad hoc per verificare lo stress correlato al lavoro. L’aspetto economico risulta un altro elemento centrale al clima di disagio generale: «lo stipendio base di un agente ė di circa 1400 euro motivo per cui, specie negli ultimi tempi, si assiste a un’esplosione di domande di trasferimento verso i Reparti mobili, dove almeno tra servizi fuori sede, ordine pubblico e straordinari, si arrotonda. Ma non son soldi regalati, capiamoci, si opera senza orologio e con le valigie sempre pronte». Scarpecci continua: «il servizio di leva è stato abolito dalla classe ’89 e l’ultimo concorso in Polizia risale al ’97. Siamo pochi, malpagati e soprattutto sempre più vecchi».

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