Comuni veneti, tagli per 120 milioni

120 milioni di tagli pari al 34% in più dell’anno precedente. La scure delle decurtazioni statali cala sul Veneto più pesante del 2014 risparmiando in larga parte i capoluoghi di provincia ma al contrario abbattendosi molto forte sui centri medio-piccoli. La colpa? È dell’«assurda decisione del governo di cambiare in corsa le regole del gioco – tuona la presidente Maria Rosa Pavanello sul Corriere del Veneto – per cui è stato disatteso l’impegno di calcolare il 20% dei tagli sulla base dei fabbisogni standard, mescolando questo criterio con quello della capacità fiscale, col risultato finale di bastonare ancora una volta gli enti più virtuosi».

Grancona nel vicentino detiene il poco invidiabile primato nella classifica dei Comuni maggiormente puniti con 43.744 euro in meno che nel giro di un anno si traducono in una penalizzazione del 205%. «Più sei ligio, più ti castigano», commenta il sindaco Antonio Lazzari. «Siamo costretti a comportarci come se non avessimo un centesimo in cassa», lamenta Giuseppe Casson, sindaco di Chioggia (meno 1.254.071 euro, pari ad un peggioramento del 37%). «Dobbiamo fare i salti mortali per garantire i servizi», denuncia sindaco di Soverzene Sabrina Graziani (tagli per 36.107 euro, più 148% rispetto al 2014). Sulla stessa linea Paolo Speranzon, primo cittadino di Motta di Livenza (226.200 euro in meno, pari ad un peggioramento del 90%): «siamo tornati al centralismo, con i virtuosi bastonati e gli spreconi premiati». L’Unione dei sette Comuni del Miranese perderà invece oltre 2,5 milioni. Chiude il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin: «È proprio l’opposto di ciò che oggi servirebbe per dare risposte ai nostri cittadini».