BpVi, la cura da cavallo Bce

Come anticipato ieri con la nota ufficiale dell’istituto di credito vicentino, la Popolare vicentina presenta una perdita semestrale – scrive il Corriere della Sera – “monstre” di 1,05 miliardi di euro. Ma come spiega il Sole 24 ore a determinare il risultato pesantemente negativo sono le rettifiche sul valore dei crediti, imposte dalla Bce per una svalutazione complessiva di 703 milioni. Inoltre il Corriere riporta che in seguito ai risultati dell’ispezione della Bce terminata a maggio (che hanno evidenziato che l’aumento di capitale del 2014 non è considerato valido dai tecnici di Francoforte), è stato applicato un “filtro prudenziale” di 622,2 milioni di euro. Ecco quindi che, tra il filtro e la perdita di periodo, il capitale di vigilanza della Popolare scende di oltre 1,3 miliardi. Costringendo l’istituto a mettere in cantiere un massiccio aumento di capitale di circa 1,5 miliardi, che avverrà in abbinata con la quotazione a Piazza Affari e dovrà comunque essere approvato dai soci.

Il direttore Francesco Iorio metterà la sua firma al nuovo piano industriale 2015-2020, che secondo il Corriere della Sera verrà presentato al Cda forse già nella riunione di martedì 1 settembre. Il Sole parla di una riduzione degli organici, ricordando che a fine giugno i dipendenti erano 5.519. Questione spinosa, sulla quale «si prevede l’avvio di un confronto con le organizzazioni sindacali dopo la prossima approvazione del piano industriale».

Dato questo quadro sono comprensibili le preoccupazioni della base di azionariato, allarmati dalla forte svalutazione dei titoli di maggio (-23,2%) che ha spinto alcuni azionisti a coordinarsi nella promozione di azioni legali. Un’altra questione da risolvere, dunque, per l’istituto: quella dei rapporti con clientela e soci, che come scrive il Corriere del Veneto vanno ricostruiti. Ed è sempre il Corveneto a sottolinere che gli accertamenti della Bce hanno evidenziato diverse posizioni «nelle quali la sottoscrizione o l’acquisto delle azioni della Banca da parte della clientela sono stati effettuati facendo ricorso a finanziamenti erogati dalla Banca», per un importo complessivo di 947,9 milioni di euro.