Veneto Banca, rosso di 213 milioni

Arriva la relazione di bilancio semestrale di Veneto Banca, la prima nell’era Favotto-Carrus, che offre uno scenario al negativo: 213 milioni di euro di perdita, condizionati dai 298,8 milioni di rettifiche sui crediti e dalle svalutazioni degli avviamenti (altri 49 milioni) esito della politica del rigore imposta da Francoforte. L’istituto di Montebelluna, dunque, registra ancora un rosso che però si fa meno marcato: basti ricordare che la chiusura 2014 aveva confermato una perdita di 1 miliardo di euro. Sono numeri, quindi, che offrono un riscontro alla strategia aziendale che dovrebbe permettere a Veneto Banca di rispondere alle richieste di pulizia contabile da parte della Bce in vista della trasformazione in Spa e della successiva quotazione in Borsa, se non della fusione con un altro istituto.

Mentre i coefficienti patrimoniali scendono sotto il minimo imposto dalla Banca Centrale, (il cet 1 è all’8,37%, ben sotto al 10% richiesto), l’istituto fa sapere che non sono previsti aumenti di capitale. E il Cda spiega in una nota riportata dal Mattino il negativo di 213,4 milioni, che sarebbe «condizionato da fattori di carattere prettamente straordinario, tra i quali le maggiori rettifiche su crediti (298 milioni) le ulteriori svalutazioni degli avviamenti (49 milioni), operate sulla base di criteri di prudenzialità e di elementi valutativi aggiornati, pur se in continuità con le prassi valutative finora utilizzate».