Mose, Galan: imprenditori hanno intascato centinaia milioni

«Costringendomi a patteggiare hanno salvato gli imprenditori che si sono intascati centinaia di milioni». Lo sostiene l’ex governatore del Veneto ed ex ministro Giancarlo Galan parlando dell’inchiesta selle tangenti del Mose. Dalle pagine del Gazzettino Galan, che si trova agli arresti domiciliari nella sua villa di Cinto Euganeo, lancia una accusa precisa. «Quel che si vuole nascondere, costringendomi a patteggiare, è il più grande scandalo della Repubblica italiana, che vede coinvolti imprenditori – scandisce – che non hanno pagato e non pagheranno per aver messo in piedi un sistema che continua a lavorare esattamente come prima e forse più di prima».

L’ex governatore aggiunge: «è da dieci anni che le imprese italiane stanno pensando al business della manutenzione del Mose, da dieci anni si stanno preparando al futuro e il futuro sarà gestito esattamente da questo sistema Mose che produceva 120 milioni di euro l’anno di nero. Quanto è finito nelle nostre tasche secondo l’accusa? Cinque milioni di euro l’anno. Al massimo. E il resto? Mi pare che manchino all’appello 115 milioni all’anno no? Che fine hanno fatto?». Per Galan, «se li sono messi in tasca gli imprenditori e Mazzacurati. Ah se mi facessero parlare. Allora sì ne vedremmo delle belle». L’ex ministro non nasconde l’amarezza per quanti, anche in campo politico, lo hanno lasciato da solo dopo la sua “caduta”. «Quante delusioni da parte di tanti – ammette – Il partito? Certo, mi aspettavo molto di più».