Arena, taglio serate liriche per salvare Fondazione

La strategia di aumentare il numero di serate del festival lirico all’Arena di Verona non ha funzionato. Anzi, i numeri continuano a calare come spiega il Corriere del Veneto: dal 2011 le rappresentazioni erano 49 per una media di 9.500 spettatori, nel 2013 siamo passati a 58 con 8.312 e nel 2014 54 con appena 7.489. Intanto la voragine dei conti della Fondazione Arena continua ad allargarsi e si è salvata dall’essere commissariata solo grazie ad aiuti esterni e “stratagemmi”, come la plusvalenza straordinaria di 7,3 milioni di euro nel 2013. La Fondazione punta il dito contro i minori contributi statali (-2,3 milioni solo nel 2014) e, nel caso della scorsa estate, alle piogge. Adesso è il momento di giocare in difesa per il sovrintendente Francesco Girondini: il festival 2016 prevederà «una decisa riduzione del numero delle rappresentazioni con l’obiettivo di migliorare la marginalità della Fondazione». La stima per il prossimo anno è «che la riduzione dei costi che consegue al minor numero di recite sia superiore alla riduzione dei ricavi derivanti dalla vendita di biglietti». Ulteriore calo dei ricavi che saranno compensati da minori spese (per esempio quella del personale).

Il Partito Democratico entra nella questione sottolineando che l’indebitamento bancario cresce da 10,4 a 16,3 milioni e i pagamenti ai fornitori si dilatano da 101 a 170 giorni. Mette sotto i riflettori Arena Extra, la partecipata che dovrebbe gestire le serate extra lirica, ma che mette a segno un utile irrisorio (10 mila euro) a fronte di un giro d’affari di 1,5 milioni di euro. Intanto il Comune di Verona ha erogato il contributo da due milioni di euro promesso tempo addietro. Invece, tra i debitori della Fondazione Arena, rimane la Regione Veneto, che deve ancora saldare i 2,1 milioni di euro promessi.

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