BpVi e Veneto Banca: ultima estate da popolari

Ultima estate da popolari, come spiega il Corriere Economia. Questi sono gli effetti della legge che impone la trasformazione in società per azioni alle 10 più grandi banche popolari italiane. Una spinta verso la modernità dopo decenni di rimpalli e di meline e degli infiniti rinvii delle autoriforme. Tutto questo per cercare di mettere ordine nel delicatissimo mondo della finanza. Alcuni istituti hanno già premuto sull’acceleratore: Ubi, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca cambieranno il loro status legale entro la fine dell’anno. La Popolare di Vicenza addirittura ha già messo in calendario lo sbarco sul listino di Piazza Affari entro i primi mesi del 2016. Veneto Banca sarà la seconda e le altre seguiranno a ruota, anche le più riluttanti come il Banco Popolare di Verona e la Popolare di Milano.

C’è chi ancora spera nel ricorso presentato da più parti che insinua dubbi di costituzionalità nei provvedimenti legislativi. I prossimi saranno mesi caldissimi perché alcuni di questi istituti saranno chiamati a fare i conti con il passato. La Popolare di Vicenza, come già detto, dovrà farlo prima di tutti: l’ulteriore necessità patrimoniale per mettere in sicurezza la banca presieduta da Gianni Zonin è di 1,5 miliardi di euro, un importo che raddoppierà quanto raccolto tra i soci negli ultimi 24 mesi. Una situazione pesantissima, con le ultime azioni pagate 62,5 euro e, ad oggi, del tutto illiquide, e una prospettiva di concreta ulteriore svalutazione che dovrebbe portare il valore dei titoli, oggi a 48 euro, molto lontano dai sessanta di ieri.

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